ALEX GERONAZZO "Lo speaker for passion"

" Ho voglia di dare voce al vento dello sport "

lunedì 6 gennaio 2014

Gobbo da record! Il 3° Nutella Ferrero è suo.

Simone Gobbo vince con record!
La 4^ Corsa della befana vinta dal trevigiano e da Mirella Bergamo
521 partecipanti per la kermesse pedavenese
di Alexander Geronazzo*

E' Simone Gobbo, portacolori dell'Atletica San Rocco, il vincitore della gara di Pedavena.
Sugli 8 km tracciati dall'entourage di Paolo Centa, sigla una vittoria che gli vale anche il record del percorso, completato in 25 minuti e 10 secondi.
Simone era oggi a Pedavena per fare un test su percorso corto e veloce in avvicinamento alla mezza maratona che a Verona, a febbraio, lo vedrà tra i pretendenti al campionato italiano sulla distanza.
Con ogni provabilità lo stesso Gobbo sarà tra i top runners da battere alla Belluno-Feltre-Run del 30 marzo, in terra bellunese, che sarà valida come kermesse regionale Fidal sui 30km.
Alle sue spalle ci hanno provato in molti a contrastarlo ma è stato soltanto Luca Cagnati ad opporre resistenza severa, sino al terzo chilometro, dal quale in poi, Gobbo ha allungato di un centinaio di metri poi conservati sino all'arrivo.
Terzo gradino del podio a Gabriele Cossettini, seguito nell'ordine da Dylan Titton, Davide Dalla Palma e Riccardo Scalet.
In campo femminile è stata la trentina Mirella Bergamo a tagliare per prima il traguardo sulla piazza municipale di Pedavena, trovando nella lamonese Deborah Pomarè un'avversaria degna, giunta ad un minuto di distacco. A Lara Comiotto il terzo gradino del podio, mentre Manuela Moro, quarta, ha ceduto lo scettro 2012/2013 , precedendo a sua volta la giovanissima Ilaria Fantinel.
Cielo grigiastro, con una nebbia non fitta, trafitta a tratti da qualche raggio di sole piu' ardito.
Le vette imbiancate hanno giocato a nascondino in una mattinata segnata da una temperatura non bassissima.
Grande festa intorno alla gara, che ha visto un'ottima regia della Pro Loco di Pedavena.














* I giornalisti che volessero prendere spunto sono autorizzati, previa citazione della fonte sul pezzo pubblicato. Grazie per la collaborazione.
** Le classifiche parziali saranno pubblicate nei prossimi giorni.

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"Bacco maledetto". Il monologo

"Ciò che segue è qualcosa di breve, ma non troppo…di forte, quanto basta…di vero, questo sì. Dal palco la voce vi arrivi come la naturale conclusione di uno spettacolo, andato in scena e messo in musica,per raccontare un testo. Un tratto di vita vissuta un pezzo dell’Alex pensiero.Non sarò prolisso, voglio essere concreto. Questa serata è dedicata a Bacco, colui che per me è stato “Il maledetto”.Il significato c’è, non dubitate, non è finzione artistica.La realtà che mi ha attraversato la vita da capo a piedi ruota attorno ad un maledetto vizio. Badate, non son certo il tipo d’uomo che pontifica sapienza, non ne avrei le basi, non sono colui che insegna. Però, senza smentire il mio essere, non posso non raccontarvi qualcosa che è triste ed attuale e di per se non ha bisogno d’esser insegnato, si spiega da solo. Lo faccio perché non ho scritto per bearmi di me stesso ma tentando una via in più per rendermi utile. Bacco maledetto è il titolo ideale del pensiero che ho in mente questa sera. Io, orfano di due padri, traditi dallo stesso inganno, beffati da un nemico che si nasconde e vince la guerra di logoramento ai danni dell’essere umano. Penso a quei ragazzi, poco più che bambini, che sostano ore ed ore davanti a un bar. Passo e ripasso, passeggiando li studio. Sarebbe facile generalizzare,lo so bene che non tutti cadranno nel problema, ma qualcuno sì. Ho guardato l’alcolismo con gli occhi di un figlio, ne ho compreso gli effetti scrutandolo da uomo ed ora, quando il conto sembra chiuso e la partita persa, voglio continuare ad alzare lo sguardo e parlare. Parlarne…E’ importante! L’alcolismo è il tema che il titolo introduce con fare artistico.Capitemi! Salgo su questo palco per parlare ad una platea di quel che ho scritto.Per questo voglio spiegarmi bene. Non si compone un libro in versi se nella mente tutto fosse prosaico. Eccomi al dunque, tutto ciò che è scritto viene da dentro, è qualcosa di impresso con inchiostro indelebile nella mia storia di essere umano, condizionata da un vizio perfido,silente e malefico. Ma so bene che la mia è una storia comune, specie qui da noi. Chi di voi non conosce un alcolista? Chi non è al corrente di una storia di disagio famigliare dovuto a chi abusa dell’alcool? Se andassimo ad alzata di mano sarebbe una totalità di braccia conserte. In questi primi trent’anni io me ne sono voluto tenere distante. Ho fatto una scelta cui poche volte non ho mantenuto fede, Non bevo alcolici! Attenti, così è certamente troppo, ma vorrei che suonasse come un invito alla moderazioneper chi abusa e per chi distribuisce abuso.Attenti ragazzi!L’alcool può uccidere. Preso a piccole dosi è un piacevole compagno.È collante della compagnia.Occhio quindi,che il vostro volto non perda freschezza,che lo sguardo sia sempre lucido ed attento.In campanache la via della vita,se inondata d’alcool, può diventare scivolosa.In men che non si dica e senza dare tempo di reazione.Agli adulti che sanno ciò che fannovoglio dire soltanto di essere consapevoli,che la bevuta in compagnia e la sbronza sono cose ben diverse.Come diverse sono le reazioni connessealla troppa assunzione di questo elemento, tollerato e tollerabile fintanto che non assuma gli effetti di una qualsiasi droga.Io non parlo per sentito dire,ho visto e vissuto,penso di averne titolo.Dedico questa serata ai miei due papà,loro sanno se ho facoltà di parlare.Capiranno e spero saranno fieri,che a loro modo e senza forse capirlo hanno insegnato molto della vita a questo invisibile contemplatore."

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