ALEX GERONAZZO "Lo speaker for passion"

" Ho voglia di dare voce al vento dello sport "

domenica 14 giugno 2015

44°Trofeo San Vittore.Super Michela Zanatta! Cavallar vince tra gli uomini.

44° TROFEO SAN VITTORE

Michela Zanatta. CINQUE!!!
Nella storia!
Tra gli uomini vince Alex Cavallar 

a cura di Alexander Geronazzo ( Speaker Ufficiale )


MICHELA ZANATTA
( Fotografia di repertorio,
 di Gabriele Marsura)
Tonadico , Primiero e San Martino di Castrozza(TN).  
Al 44° Trofeo San Vittore una sontuosa Michela Zanatta concede uno storico bis di vittorie consecutive e quinto successo totale ( 1999-2002-2010-2014-2015 ), record che le consente di superare Rosella Gaddo che tra il 1981 ed il 1990 , fino ad oggi deteneva con lei il maggior numero di vittorie sino ad oggi.
ALEX CAVALLAR (Immagine dal Web)
Cominciamo proprio dalla gara assoluta femminile, che ha vissuto sul ritmo dettato dalla portacolori della Biotekna Marcon, sin dall'inizio. Ci ha provato una sempre grintosa Elektra Bonvecchio ad impensierirla , grazie alla collaborazione con Deborah Pomarè, ma ai primi decisi strappi , Michela ha iniziato una potente danza elastica sull'asfalto e sampietrino bagnato, che non ha lasciato margini alle avversarie, pur brave. Vittoria in 23'51'' e Record messo in bacheca. Vacillano ora le sei vittorie di Ivano Marcon che sono obiettivo possibile.
Ottime anche Bonvecchio e Pomarè, nell'ordine sul podio e Martina Festini Purlan quarta con Mirella Bergamo al quinto posto.
In campo maschile invece è uscita una gara tirata, interessante, sui dieci chilometri, divisi nei tre giri previsti. Prima tornata con Luca Cagnati a trainare un trenino con Alex Cavallar e Dylan Titon , attaccati e Mirko Signorotto a poche incollature, con Giovanni Deromedi, sornione alle loro spalle.
Già al secondo giro qualcosa cambia . In testa rimangono Cagnati e Cavallar, che allungano. Paga le conseguenze dell'attacco il giovane Titon, ripreso anche da Signorotto ed alla metà del secondo giro anche Deromedi rientra in lotta per il podio. 
Elektra Bonvecchio in nero
e Deborah Pomarè in bianco
(Immagine dal Web)
Sullo sfondo, in ascesa verso Siror si vede Cagnati che cerca di forzare l'andatura, forte di un maggiore agio in salita ma Cavallar , cede solo pochi centimetri e lo tiene a vista. Dietro un gladiatorio Deromedi, va a prendersi la terza posizione.
A Siror c'è il contrattacco di Cavallar , nei confronti di Cagnati ed il piano della campagna sirorese, avvolta in una uggiosa nebbiolina, tra i masi romantici, è amico del portacolori dell'Atletica Valli di Non e Sole.
Un Alex Cavallar a braccia alzate, si iscrive nell'albo d'oro del Trofeo San Vittore, con Cagnati d'argento oggi ed il compagno di squadra Deromedi, a podio. Signorotto quarto e Titon quinto.
Luca Cagnati (Immagine dal Web)
Giovanni Deromedi (Immagine dal Web)
Tra i giovani in grande evidenza l'allieva Yassmine Charaf dell'Audace Noale, stilisticamente elegante ed atleticamente produttiva. Atleta dalla buona prospettiva.
Tra i maschi , vale per l' Allievo del Quantin , Mikail Sirbu , lo stesso discorso della sua coetanea, anche se nel caso di quest'ultimo la vittoria, sicura è parsa addirittura controllata, facile e pregna di presente oltre che di prospettiva.
Buonissima prestazione per il Cadetto dell'Astra Filippo Rento , ma impressiona un giovanissimo trentino che gareggia tra gli Esordienti, Iacopo De Carli. Ragazzino brevilineo dell'US Primiero, protagonista di categoria nei cross , corre con una straordinaria grinta e soprattutto con una cadenza ed un giro di gamba che sopperiscono alla ancora breve altezza.
L'US Primiero coglie una vittoria anche al femminile con Rachele Gaio.
Una giornata che ha siglato, per questa manifestazione, l'ennesimo passo nella Storia.
Ad accompagnarla , anche Fiorenza Simion ora over 70 , che continua a fare le ultramaratone e ultradistanze in Italia e nel Mondo, lei sempre presente in casa, al "San Vittore" , che vinse nel 1979.
Un ringraziamento cumulativo a tutti gli sponsor: ( http://sanvittore.usprimiero.com/sponsor.html ).

Tutte le classifiche a a cura del servizio TDS
, disponibili al link:

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"Bacco maledetto". Il monologo

"Ciò che segue è qualcosa di breve, ma non troppo…di forte, quanto basta…di vero, questo sì. Dal palco la voce vi arrivi come la naturale conclusione di uno spettacolo, andato in scena e messo in musica,per raccontare un testo. Un tratto di vita vissuta un pezzo dell’Alex pensiero.Non sarò prolisso, voglio essere concreto. Questa serata è dedicata a Bacco, colui che per me è stato “Il maledetto”.Il significato c’è, non dubitate, non è finzione artistica.La realtà che mi ha attraversato la vita da capo a piedi ruota attorno ad un maledetto vizio. Badate, non son certo il tipo d’uomo che pontifica sapienza, non ne avrei le basi, non sono colui che insegna. Però, senza smentire il mio essere, non posso non raccontarvi qualcosa che è triste ed attuale e di per se non ha bisogno d’esser insegnato, si spiega da solo. Lo faccio perché non ho scritto per bearmi di me stesso ma tentando una via in più per rendermi utile. Bacco maledetto è il titolo ideale del pensiero che ho in mente questa sera. Io, orfano di due padri, traditi dallo stesso inganno, beffati da un nemico che si nasconde e vince la guerra di logoramento ai danni dell’essere umano. Penso a quei ragazzi, poco più che bambini, che sostano ore ed ore davanti a un bar. Passo e ripasso, passeggiando li studio. Sarebbe facile generalizzare,lo so bene che non tutti cadranno nel problema, ma qualcuno sì. Ho guardato l’alcolismo con gli occhi di un figlio, ne ho compreso gli effetti scrutandolo da uomo ed ora, quando il conto sembra chiuso e la partita persa, voglio continuare ad alzare lo sguardo e parlare. Parlarne…E’ importante! L’alcolismo è il tema che il titolo introduce con fare artistico.Capitemi! Salgo su questo palco per parlare ad una platea di quel che ho scritto.Per questo voglio spiegarmi bene. Non si compone un libro in versi se nella mente tutto fosse prosaico. Eccomi al dunque, tutto ciò che è scritto viene da dentro, è qualcosa di impresso con inchiostro indelebile nella mia storia di essere umano, condizionata da un vizio perfido,silente e malefico. Ma so bene che la mia è una storia comune, specie qui da noi. Chi di voi non conosce un alcolista? Chi non è al corrente di una storia di disagio famigliare dovuto a chi abusa dell’alcool? Se andassimo ad alzata di mano sarebbe una totalità di braccia conserte. In questi primi trent’anni io me ne sono voluto tenere distante. Ho fatto una scelta cui poche volte non ho mantenuto fede, Non bevo alcolici! Attenti, così è certamente troppo, ma vorrei che suonasse come un invito alla moderazioneper chi abusa e per chi distribuisce abuso.Attenti ragazzi!L’alcool può uccidere. Preso a piccole dosi è un piacevole compagno.È collante della compagnia.Occhio quindi,che il vostro volto non perda freschezza,che lo sguardo sia sempre lucido ed attento.In campanache la via della vita,se inondata d’alcool, può diventare scivolosa.In men che non si dica e senza dare tempo di reazione.Agli adulti che sanno ciò che fannovoglio dire soltanto di essere consapevoli,che la bevuta in compagnia e la sbronza sono cose ben diverse.Come diverse sono le reazioni connessealla troppa assunzione di questo elemento, tollerato e tollerabile fintanto che non assuma gli effetti di una qualsiasi droga.Io non parlo per sentito dire,ho visto e vissuto,penso di averne titolo.Dedico questa serata ai miei due papà,loro sanno se ho facoltà di parlare.Capiranno e spero saranno fieri,che a loro modo e senza forse capirlo hanno insegnato molto della vita a questo invisibile contemplatore."

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