La Maratona delle città del Vino vede trionfare
Maria Vraijc e Marco Boffo.
La croata che nel 2013 ha conquistato "Il Passatore" ha ragione della lituana Alionka Kornijenko e di Maida Del Zotto. Il veneziano, azzurra di ultra maratona precede Daniele Ambrosi e l'austriaco Niklas Kroehn.
Nella mezza maratona si affermano Francesco Tamigi e Micaela Bonessi.
Clima della festa vera a Dolegna del Collio, Gorizia, a due passi dalla Slovenia, da dove alle nove di questa mattina è partita la quinta edizione della Maratona delle Città del Vino.
La maratonina è invece partita alle dieci e trenta da Buttrio, altro comune tra gli otto attraversati, ad anello dalla Wine Cities Marathon.
Da citare gli altri sei, in Corno di Rosazzo, da dove partirà la prossima edizione, Manzano, Cividale del Friuli, San Giovanni al Natisone, Premariacco, Prepotto.
Sulla distanza regina la gara maschile ha visto Boffo condurre sin dalle prime battute, inseguito per i primi 15 chilometri da Ambrosi in buona forma, a breve distanza. Corsa controllata dal veneziano che a Cividiale ha dato uno strappo netto, dirimendo i pochi dubbi sulla sua odierna superiorità e fiaccando le resistenze degli inseguitori, che hanno mantenuto le posizioni, a loro volta.
All'arrivo di Dolegna, in 2 ore 39 primi e 38 secondi, Boffo è giunto trionfante, a braccia levate. A sei minuti Ambrosi e poi l'austriaco Kroehn che conferma il podio del 2012.
In campo femminile ha dovuto faticare Maria Vraijc , la croata alla terza vittoria in questa maratona, la quale ha trovato soprattutto nella lituana Kornijenko una degna tallonatrice soprattutto nei primi chilometri, dopo i quali la vincitrice ha decisamente e progressivamente allungato l'elastico. Buona gara anche di Antonella Feltrin, la brevilinea trevigiana , che sino alla mezza maratona ha tenuto bene la scia della lituana, residente a Perugia, con Maida Del Zotto che inseguiva sui suoi ritmi.
Dalla metà gara la Vraijc ha preso decisamente la via della vittoria, ottenuta con un tempo discreto di 2.59.05 , appunto davanti alle citate Kornijenko e ad un'ottima Maida Del Zotto che chiudendo sotto le 3 ore e 20 è andata molto al di sotto dei tempi che si prefissava.
Maratona in buona crescita con percorso tecnico e selettivo, che ha visto partire atleti di diverse nazioni europee ed anche iscritti dagli USA .
Momento di grande intensità quando Silvia Furlani, affetta da Sclerosi Multipla ha tagliato il traguardo e parlato agli atleti, dando un senso allo sport, nella sua forma piu' piena.
Buona la quinta...Arrivederci!
ALEX GERONAZZO "Lo speaker for passion"
" Ho voglia di dare voce al vento dello sport "
domenica 6 ottobre 2013
mercoledì 18 settembre 2013
Il figlioccio dell trail. A Fregona la festa c'è!
Ed ora vi racconto la mia domenica cimbra
Sono le tre. C'e' un suono nella stanza buia. Dio buono delle stelle della notte, che hai da far squillare?
Sono evidentemente rincoglionito, piu' del solito. Rincoglionito non si puo' dire? ...Ormai l'ho fatto.
Guardo la sveglia e accendo la luce, in quest'ordine, a riprova del mio stato confusionale.
Ora rammento, devo alzarmi per andare a Fregona, presto arrivera' Moreno e c'e' da esser pronti a partire ,perche' c'e' una festa da amplificare.
Una festa nella notte? Di piu', una festa notte e giorno, piena di gente un poco fuori eppure cosi' dentro al pezzo.
Il furgone che mangia asfalto sulle curve della strada del prosecco da cui si gode un panorama unico, che vale il brusco risveglio ed accompagna verso il Troi.
Sulla via incontriamo due pattuglie di polizia, la prima nel parcheggio della piazza di Lago. Gli occupanti, in appostamento notturno, sono immobili nell'abitacolo scurito e paiono persino reclinati , tutt'uno col sedile. Fosse passato un Concorde in decollo, non si sarebbero scomposti.
Alla volta del lago di Revine la stessa, identica scena nel parcheggio di fronte al bar sul dosso.
Noi siamo ormai a Vittorio, tutto e' fermo, silente.
Oltrepassate le borgate saliamo verso la nostra meta ed all'arrivo troviamo gia' molte auto
con bagagliai o portiere aperte e gente intenta alla vestizione pre gara.
Sono stranamente meravigliato, dovrei conoscere ormai l'ambiente trail ed invece son contento di poter ammettere lacune che mi consentono di saperne di piu' per il futuro. Credessi d'essere arrivato, probabilmente diventerei un inutile, sfrontato parlatore , carico d'una sapienza che non puo' portare che al sotterramento della passione.
Gli archi prendono forma mentre il viale d'arrivo vien diviso da una lunga fila di transenne che formano la gabbia di partenza.
Alle sei meno venti i giudici parmensi iniziano la spunta numeri.
I trailers sono in fermento, li vedi combattere con loro stessi, vestire e svestire lo zaino, aprirlo e richiudere, rovistare e controllare. C'e' chi non ha tutto e corre verso l'auto a trovare i pezzi mancanti di materiale d'obbligo.
Vedo Natalina Masiero entrare in griglia con la stessa serenita' con cui la volte guadagna il bosco al calar della notte.
Vedo entrare Caverzan con short cortissimi e quasi senza calzino, con canotta minimal e cintura che porta tutto l'occorrente, riposto in maniera da non crear intralcio alla corsa. Capello lungo disordinato...Mi sembra quasi Nanu' , figlio della giungla. Provo una marcata invidia, di fronte a quell'evidente atletismo puro.
Poi ci sono Galliazzo e Sponchiado e li' , osservandoli, ritrovo lo spirito d'uguaglianza e penso che se fossi pronto a partire, sarei come loro. Ghigno divertito di chi ha voglia soltanto di godere emozioni a passo rapido, senza ansie da classifica. Sono li' perche' e' ora di partire, ma credo non si stiano lacerando il fegato col pensiero di cio' che sta per cominciare.
Parlo a quella gente, salutando il bronzo modiale Maria Chiara Parigi ed osservo il contraltare trail suo sguardo sicuro e gli occhi lucidi della Antoniazzi, minuta e all'apparenza spaurita...in gara sara' poi la soprpresa, il micino che diventa puma.
Sono 167, tra di loro regna un grande cameratismo.
Si accendono le frontali ed arriva il sindaco "pistolero". Lo imploro di lasciarmi finire il conto alla rovescia, quest'anno...
Parte Il Gladiatore, Hans Zimmer accompagna i loro nprimi passi.
Io faccio per andar di corsa, a piedi, alle Grotte del Calieron...Stefano fortunatamente mi ferma, a conti fatti, per arrivarci in tempo sarei dovuto salire a quattro al chilometro e forse avrei incrociato la scopa e l'ultimo. Saliamo in auto e raccogliamo Roby, Roberto Scandiuzzo che fara' il Pizzoc Trail ma e' gia' li' che vaga senza meta definita, nel buio del mattino.
E' la prima volta che vedo le grotte. Poco dopo esserci arrivati, dall'alto osservo una fila di lucciole sospese a mezz'aria tra il fondale torrentizio e le pareti maestose e irregolarmente ribelli.
Sono in corsa su stretti pontili in legno, consecutivi su diverse altezze che formano un serpentone interno a quell'antro magico di mondo.
L'aria e' intrisa di trail. Ci passano a fianco, l'uno dopo l'altro, Zanatta passa primo con distacco e viaggia come un TGV transalpino.
Non ce n'e' stato uno che non ci abbia salutato ed e' stato un momento che non scordo, perche' mi hanno fatto sentire uno di loro.
Risaliamo in auto e torniamo giu'.
Moreno ha messo su del Jazz ed ora attendiamo quelli del Pizoc Trail.
Le otto arrivano veramente in fretta ed ho il piacere di incorociare il mio microfono con un mito femminile del podismo a 360° come Daniela Gilardi, una dallo sguardo intenso, che fa poche chiacchiere ma fatti tramandabili alle tavole dello sport, ormai da vent'anni.
Arriva poi il "signore delle montagne", Lucio Fregonae tanti volti trail, pronti a far questa cavlacata montana in terra cimbra. Solito copione , ma ora c'e' luce, col sindaco che sta per premere il grilletto per lo start.
Guardo nel mucchio e vedo un sacco di bravi ragazzi. Scandiuzzo c'e', lui da dieci anni , una delle prove cimbre la corre. Mi lustro gli occhi con la bellezza femminile di cui trasuda il gruppo. Pur con zaini e nerbo teso, fanno un certo effetto le molte donne presenti. Saluto Silvia Guido che pian piano rientra al trail. Vedo la Saccardo Bolognini ed e' davvero un peperino da ammirare. Genny Rigo e Deborah De Nardi, bionde che si somigliano. Infine cito e non scordo l'immagine elegante di Alessandra De Mori, con i capelli perfettamente ordinati e sciolti a cader sulla spalla e il gonnellino in tinta coordinata con la maglia della Scuola di Maratona. Qualche secondo senza parole e poi riprendo.
Ripetiamo i codici essenziali del trail minacciando squalifiche e a spunta terminata , loro partono. qualcuno parte senza numero per un allenamento a se ed arrivera' col terzo ed in scioltezza. Manchevolezza pagata cara , la dimenticanza del certificato medico sportivo. Come se io avessi scordato il microfono, santoiddio...Lo cito con benevola ilarita'. Il tipo lo conosco bene, e' un mio amico e lo sa il cielo quanto gliel'ho menata domenica e quanto ancora gli tocchera' sentirla.
Il meteo e' un'incognita ed il tormentone < Ho notizie certe dal cielo...Se piove, piovera'> e' cadenzato, quasi fosse un esorcismo ai danni di Giove Pluvio che sara' ribelle dalle 19 e 15 quando tutto e' finito.
Diavoli di Cimbri, stavolta gliela avete fatta...
I primi ad arrivare saranno quelli del Pizzoc Trail. Io ho dati fino circa alle dieci, dal percorso, poi qualcosa si inceppa. Pettorali simili e alla radio arrivano numeri mescolati...Azz, panico...Che gli racconto al pubblico? Intuisco l'intuibile e le butto li' , statisticamente notizie a spanne ma se mi va di culo...
Alle 9.55 Stefano mi dice che un volontario ha visto Lucio Fregona in arrivo a Sonego.
Quindi praticamente a due passi...Iniziano i dieci minuti piu' lunghi mai commentati in attesa dell'arrivo; pareva imminente...Sudo ancora adesso a pensarci.
Mi sono contorto decine di volte tra le parole, col pubblico pronto ad applaudire, in una sorta di slow motion comandata.
Alla fine Lucio c'e'...E come lui la Gilardi, primi a vincere l'ecomaratona dieci anni prima ed oggi campioni al Pizzoc Trail.
Arrivano i podi maschile e femminile e si attende il bTroi che si mescolera' al Pizzoc di quelli di mezza via, all'arrivo.
Ed e' il momento piu' atteso, cercato e commovente. Andrea Moretton lo inseguiva da una vita ed e' lui a vincere, chiaro, vero, limpido ed immenso in quel suo allargare le braccia volte al cielo.
Onore ai vinto e gloria a un vincitore acclamato da tutti, un grande.
Arriva Zanatta, splendido secondo e poi Fabio, "figlio della giungla" Caverzan.
La Parigi raddrizza la schiena a tutte ed e' tanto brava lei a cinquistare il Troi, quanto la Follador a cogliere un podio in una gara importante, figlio di una costante progressione di carriera e poi la Zantedeschi, la Pozzi e lei...lei...emblema del podismo amatoriale timido. a premio Luana Antoniazzi, cosi' come il compagno Meneghel. Mi emoziono e parlo piu' volte di lei, di loro...
E intanto arriva gente, fino alle sette meno un quarto, Sciamani compresi, diciannove coppie partite alla mezzanotte...Mitici.
Ho cercato di dedicare un momento a tutti i finisseur e qualcuno l'ho saltato.
Spero d'aver reso bello il momento dell'arrivo ai declamati e mi scuso con coloro i quali ho saltato.
Porco diavolo...
Sono gia' le sette passate della sera...Ho finito il mio riassunto e si chiude il sipario del mio essere parlatore tra i cimbri.
La nostalgia comincia adesso.
a voi tutti dedico questa:
"Figlioccio del trail"
Ed ora siete qui'
nel buio del mattino,
tra cento altri come voi
che respirano il sereno.
E' aria libera
quella che tirate dentro,
pronti dietro la linea
senza sentirsi contro.
C'e' chi ha dormito su una branda
dentro una palestra,
niente carni a cena
magari un piatto di minestra.
Adesso siete qui'
e vi guardate intorno
e intanto arriva l'alba
che sta scappando al giorno.
Vedo tra di voi
uno vestito tecnico
e pochi passi in la
uno che non dimentico.
Ha scarpe consumate
e maglia di cotone,
barba e capelli lunghi
che pare un po' Sansone.
Ma poi, che cosa importa
che cosa siano gli altri?
Se hanno un grande fisico
oppure schiena storta.
E' questione di cuore,
d'amore, di passione
per quello che si fa,
per quello che vedete
per quel che corsa da'...
Se tu vai troppo forte
se non la vivi dentro,
la corsa, la montagna, il trail
lo godi la meta'.
Quasi dimenticavo
sono un uomo che corre
in mezzo alle montagne
e so che quando sei li'
ti passan le magagne.
Questa e' la vera corsa
quella che hai voluto,
tu che sei uno di noi,
uno come me
sfatto e trasandato.
Ho scritto questa storia
che parla un po' di voi
e l'ho portata ai Cimbri
oggi che e' di' di festa ,
sapendo di trovare
lo spirito ideale,
perche' qui'
come all'Abbots Way,
basta guardarsi attorno
e capisci cos'e' il trail.
info, foto e classifiche su www.troideicimbri.it
Sono le tre. C'e' un suono nella stanza buia. Dio buono delle stelle della notte, che hai da far squillare?
Sono evidentemente rincoglionito, piu' del solito. Rincoglionito non si puo' dire? ...Ormai l'ho fatto.
Guardo la sveglia e accendo la luce, in quest'ordine, a riprova del mio stato confusionale.
Ora rammento, devo alzarmi per andare a Fregona, presto arrivera' Moreno e c'e' da esser pronti a partire ,perche' c'e' una festa da amplificare.
Una festa nella notte? Di piu', una festa notte e giorno, piena di gente un poco fuori eppure cosi' dentro al pezzo.
Il furgone che mangia asfalto sulle curve della strada del prosecco da cui si gode un panorama unico, che vale il brusco risveglio ed accompagna verso il Troi.
Sulla via incontriamo due pattuglie di polizia, la prima nel parcheggio della piazza di Lago. Gli occupanti, in appostamento notturno, sono immobili nell'abitacolo scurito e paiono persino reclinati , tutt'uno col sedile. Fosse passato un Concorde in decollo, non si sarebbero scomposti.
Alla volta del lago di Revine la stessa, identica scena nel parcheggio di fronte al bar sul dosso.
Noi siamo ormai a Vittorio, tutto e' fermo, silente.
Oltrepassate le borgate saliamo verso la nostra meta ed all'arrivo troviamo gia' molte auto
con bagagliai o portiere aperte e gente intenta alla vestizione pre gara.
Sono stranamente meravigliato, dovrei conoscere ormai l'ambiente trail ed invece son contento di poter ammettere lacune che mi consentono di saperne di piu' per il futuro. Credessi d'essere arrivato, probabilmente diventerei un inutile, sfrontato parlatore , carico d'una sapienza che non puo' portare che al sotterramento della passione.
Gli archi prendono forma mentre il viale d'arrivo vien diviso da una lunga fila di transenne che formano la gabbia di partenza.
Alle sei meno venti i giudici parmensi iniziano la spunta numeri.
I trailers sono in fermento, li vedi combattere con loro stessi, vestire e svestire lo zaino, aprirlo e richiudere, rovistare e controllare. C'e' chi non ha tutto e corre verso l'auto a trovare i pezzi mancanti di materiale d'obbligo.
Vedo Natalina Masiero entrare in griglia con la stessa serenita' con cui la volte guadagna il bosco al calar della notte.
Vedo entrare Caverzan con short cortissimi e quasi senza calzino, con canotta minimal e cintura che porta tutto l'occorrente, riposto in maniera da non crear intralcio alla corsa. Capello lungo disordinato...Mi sembra quasi Nanu' , figlio della giungla. Provo una marcata invidia, di fronte a quell'evidente atletismo puro.
Poi ci sono Galliazzo e Sponchiado e li' , osservandoli, ritrovo lo spirito d'uguaglianza e penso che se fossi pronto a partire, sarei come loro. Ghigno divertito di chi ha voglia soltanto di godere emozioni a passo rapido, senza ansie da classifica. Sono li' perche' e' ora di partire, ma credo non si stiano lacerando il fegato col pensiero di cio' che sta per cominciare.
Parlo a quella gente, salutando il bronzo modiale Maria Chiara Parigi ed osservo il contraltare trail suo sguardo sicuro e gli occhi lucidi della Antoniazzi, minuta e all'apparenza spaurita...in gara sara' poi la soprpresa, il micino che diventa puma.
Sono 167, tra di loro regna un grande cameratismo.
Si accendono le frontali ed arriva il sindaco "pistolero". Lo imploro di lasciarmi finire il conto alla rovescia, quest'anno...
Parte Il Gladiatore, Hans Zimmer accompagna i loro nprimi passi.
Io faccio per andar di corsa, a piedi, alle Grotte del Calieron...Stefano fortunatamente mi ferma, a conti fatti, per arrivarci in tempo sarei dovuto salire a quattro al chilometro e forse avrei incrociato la scopa e l'ultimo. Saliamo in auto e raccogliamo Roby, Roberto Scandiuzzo che fara' il Pizzoc Trail ma e' gia' li' che vaga senza meta definita, nel buio del mattino.
E' la prima volta che vedo le grotte. Poco dopo esserci arrivati, dall'alto osservo una fila di lucciole sospese a mezz'aria tra il fondale torrentizio e le pareti maestose e irregolarmente ribelli.
Sono in corsa su stretti pontili in legno, consecutivi su diverse altezze che formano un serpentone interno a quell'antro magico di mondo.
L'aria e' intrisa di trail. Ci passano a fianco, l'uno dopo l'altro, Zanatta passa primo con distacco e viaggia come un TGV transalpino.
Non ce n'e' stato uno che non ci abbia salutato ed e' stato un momento che non scordo, perche' mi hanno fatto sentire uno di loro.
Risaliamo in auto e torniamo giu'.
Moreno ha messo su del Jazz ed ora attendiamo quelli del Pizoc Trail.
Le otto arrivano veramente in fretta ed ho il piacere di incorociare il mio microfono con un mito femminile del podismo a 360° come Daniela Gilardi, una dallo sguardo intenso, che fa poche chiacchiere ma fatti tramandabili alle tavole dello sport, ormai da vent'anni.
Arriva poi il "signore delle montagne", Lucio Fregonae tanti volti trail, pronti a far questa cavlacata montana in terra cimbra. Solito copione , ma ora c'e' luce, col sindaco che sta per premere il grilletto per lo start.
Guardo nel mucchio e vedo un sacco di bravi ragazzi. Scandiuzzo c'e', lui da dieci anni , una delle prove cimbre la corre. Mi lustro gli occhi con la bellezza femminile di cui trasuda il gruppo. Pur con zaini e nerbo teso, fanno un certo effetto le molte donne presenti. Saluto Silvia Guido che pian piano rientra al trail. Vedo la Saccardo Bolognini ed e' davvero un peperino da ammirare. Genny Rigo e Deborah De Nardi, bionde che si somigliano. Infine cito e non scordo l'immagine elegante di Alessandra De Mori, con i capelli perfettamente ordinati e sciolti a cader sulla spalla e il gonnellino in tinta coordinata con la maglia della Scuola di Maratona. Qualche secondo senza parole e poi riprendo.
Ripetiamo i codici essenziali del trail minacciando squalifiche e a spunta terminata , loro partono. qualcuno parte senza numero per un allenamento a se ed arrivera' col terzo ed in scioltezza. Manchevolezza pagata cara , la dimenticanza del certificato medico sportivo. Come se io avessi scordato il microfono, santoiddio...Lo cito con benevola ilarita'. Il tipo lo conosco bene, e' un mio amico e lo sa il cielo quanto gliel'ho menata domenica e quanto ancora gli tocchera' sentirla.
Il meteo e' un'incognita ed il tormentone < Ho notizie certe dal cielo...Se piove, piovera'> e' cadenzato, quasi fosse un esorcismo ai danni di Giove Pluvio che sara' ribelle dalle 19 e 15 quando tutto e' finito.
Diavoli di Cimbri, stavolta gliela avete fatta...
I primi ad arrivare saranno quelli del Pizzoc Trail. Io ho dati fino circa alle dieci, dal percorso, poi qualcosa si inceppa. Pettorali simili e alla radio arrivano numeri mescolati...Azz, panico...Che gli racconto al pubblico? Intuisco l'intuibile e le butto li' , statisticamente notizie a spanne ma se mi va di culo...
Alle 9.55 Stefano mi dice che un volontario ha visto Lucio Fregona in arrivo a Sonego.
Quindi praticamente a due passi...Iniziano i dieci minuti piu' lunghi mai commentati in attesa dell'arrivo; pareva imminente...Sudo ancora adesso a pensarci.
Mi sono contorto decine di volte tra le parole, col pubblico pronto ad applaudire, in una sorta di slow motion comandata.
Alla fine Lucio c'e'...E come lui la Gilardi, primi a vincere l'ecomaratona dieci anni prima ed oggi campioni al Pizzoc Trail.
Arrivano i podi maschile e femminile e si attende il bTroi che si mescolera' al Pizzoc di quelli di mezza via, all'arrivo.
Ed e' il momento piu' atteso, cercato e commovente. Andrea Moretton lo inseguiva da una vita ed e' lui a vincere, chiaro, vero, limpido ed immenso in quel suo allargare le braccia volte al cielo.
Onore ai vinto e gloria a un vincitore acclamato da tutti, un grande.
Arriva Zanatta, splendido secondo e poi Fabio, "figlio della giungla" Caverzan.
La Parigi raddrizza la schiena a tutte ed e' tanto brava lei a cinquistare il Troi, quanto la Follador a cogliere un podio in una gara importante, figlio di una costante progressione di carriera e poi la Zantedeschi, la Pozzi e lei...lei...emblema del podismo amatoriale timido. a premio Luana Antoniazzi, cosi' come il compagno Meneghel. Mi emoziono e parlo piu' volte di lei, di loro...
E intanto arriva gente, fino alle sette meno un quarto, Sciamani compresi, diciannove coppie partite alla mezzanotte...Mitici.
Ho cercato di dedicare un momento a tutti i finisseur e qualcuno l'ho saltato.
Spero d'aver reso bello il momento dell'arrivo ai declamati e mi scuso con coloro i quali ho saltato.
Porco diavolo...
Sono gia' le sette passate della sera...Ho finito il mio riassunto e si chiude il sipario del mio essere parlatore tra i cimbri.
La nostalgia comincia adesso.
a voi tutti dedico questa:
"Figlioccio del trail"
Ed ora siete qui'
nel buio del mattino,
tra cento altri come voi
che respirano il sereno.
E' aria libera
quella che tirate dentro,
pronti dietro la linea
senza sentirsi contro.
C'e' chi ha dormito su una branda
dentro una palestra,
niente carni a cena
magari un piatto di minestra.
Adesso siete qui'
e vi guardate intorno
e intanto arriva l'alba
che sta scappando al giorno.
Vedo tra di voi
uno vestito tecnico
e pochi passi in la
uno che non dimentico.
Ha scarpe consumate
e maglia di cotone,
barba e capelli lunghi
che pare un po' Sansone.
Ma poi, che cosa importa
che cosa siano gli altri?
Se hanno un grande fisico
oppure schiena storta.
E' questione di cuore,
d'amore, di passione
per quello che si fa,
per quello che vedete
per quel che corsa da'...
Se tu vai troppo forte
se non la vivi dentro,
la corsa, la montagna, il trail
lo godi la meta'.
Quasi dimenticavo
sono un uomo che corre
in mezzo alle montagne
e so che quando sei li'
ti passan le magagne.
Questa e' la vera corsa
quella che hai voluto,
tu che sei uno di noi,
uno come me
sfatto e trasandato.
Ho scritto questa storia
che parla un po' di voi
e l'ho portata ai Cimbri
oggi che e' di' di festa ,
sapendo di trovare
lo spirito ideale,
perche' qui'
come all'Abbots Way,
basta guardarsi attorno
e capisci cos'e' il trail.
info, foto e classifiche su www.troideicimbri.it
sabato 14 settembre 2013
Festa Trail a Fregona. Parata di stelle.
FESTA TRAIL A FREGONA
Pronti per un fine settimana roboante.
Ultra trail Antico Troi degli Sciamani a coppie.
![]() |
| Andrea Moretton |
Al Troi dei Cimbri, Geronazzo sfida Moretton
e le donne inseguono il bronzo iridato Maria Chiara Parigi.
Il Pizzoc Trail ospita i miti , Lucio Fregona e Daniela Gilardi!
C'è attesa a Fregona, per la festa del decennale. L'organizzazione ripropone l'Antico Troi degli Sciamani a coppie ma senza classifica, sui 72km e 3800D+.
![]() |
| MariaChiara Parigi |
![]() |
| Daniela Gilardi |
![]() |
| Ivan Geronazzo |
Evento clou pare essere il Troi dei Cimbri, ultratrail di 52km e 2800D+. Vi si sono iscritti, a figurare come uomini da battere, sulla carta, Andrea Moretton, il vincitore dell'UltraBericus ed Ivan Geronazzo, terzo alla Lavaredo Ultratrail e già vice campione italiano long distance 2012. Dietro di loro ci sarà bagarre, con la presenza sempre scomoda di Andrea Zanatta, eclettico trevigiano di lungo corso. Interessante la presenza di Luca Vuerich, ski runner di buon valore, che dopo il Sella Ronda Ultratrail, dove è stato decimo, ha scelto il Troi per cercare la rampa di lancio. Non è poi facile pescare nel mucchio, ma altri due nomi li voglio fare e sono Tomasetti e rabito, con Denis Meneghel che se in giornata può far benissimo. Il campo femminile apre le porte alla medaglio di bronzo mondiale, Maria Chiara Parigi, che dietro avrà una schiera combattiva capitanata da Paola Coccato. Ilaria Pozzi e Cristina Zantedeschi. Passiste di buona caratura, anche Cristiana Follador, Sabrina Bernardinello e Sonia Meneghello, saranno lì a sostenere il guanto di sfida ed a vender cara la "pellaccia trail".
![]() |
| Ilaria Pozzi |
Il Pizzoc trail, su un percorso di 22km poco dislivellati , "solo 1800D+" vedrà Oscar Dei Svaldi pronto a cercar la difesa del titolo 2012. Certo è che questa seconda edizione ha in serbo calibri di grande levatura "off track". Da Lucio Fregona a Gabriele Fantasia, da Adriano Pagotto a Simone Zanella, senza scordare Pianca ed Orfano.
![]() |
| Lucio Fregona |
L'ambito femminile propone un autentico mito della corsa italiana, Daniela Gliardi, una che ha vinto ogni cosa, dalla maratona, al cross, fino al Sahara.
E' la donna piu' titolata ma dietro Chiara Lamberti guida la rincorsa con Feltrin, Corti e le altre...
Partenze: alle 00.00 l'Antico Troi degli Sciamani, alle 6.00 il Troi dei Cimbri ed alle 8.00 il Pizzoc Trai, cn ale 9 il MiniTrail di 6 o 12km.
mercoledì 28 agosto 2013
TransPelmo.I TOP RUNNERS
TRANSPELMO 2013.
I big si preparano ad inseguire "l'uomo dei rifugi"
Il vicentino Davide Pierantoni difende la vittoria del 2012, mentre tra le donne la lotta è aperta ...
E il record è sempre di Tavernaro.
Domenica è tempo di TransPelmo. Sui 17 km dislivellati, attorno al "Caregon del Padreterno", saranno in 500 a partire da Palafavera, per poi tornarci, dopo aver "grimpato" i sentieri, le sassaiuole e le carraie delle valli zoldane.
Tanta carne al fuoco a livello tecnico.
I big si preparano ad inseguire "l'uomo dei rifugi"
Il vicentino Davide Pierantoni difende la vittoria del 2012, mentre tra le donne la lotta è aperta ...
E il record è sempre di Tavernaro.
![]() |
| Davide Pierantoni |
Domenica è tempo di TransPelmo. Sui 17 km dislivellati, attorno al "Caregon del Padreterno", saranno in 500 a partire da Palafavera, per poi tornarci, dopo aver "grimpato" i sentieri, le sassaiuole e le carraie delle valli zoldane.
Tanta carne al fuoco a livello tecnico.
UOMINI
1
Davide Pierantoni . Il vicentino che si divide tra la
quotidianità della vita in rifugio, la corsa col caldo e lo sky alp d’inverno,
è il vincitore dell’edizione 2012. Quest’anno miete successi su successi. Dalla
Ndar e Tornar dal Doc al Trail delle Creste, la Sei Rifugi, L’Alpago Sky Super
3 . Uno che ha gambe e testa, oltre a conoscere il percorso. Lo scorso anno
trionfò in volata…Questa volta sarà l’uomo da inseguire ancora!
3
Elia Costa Zoldano DOC , Elia conferma da diverse stagioni che il DNA di famiglia
non è intaccato dal tempo. Dal papà Antonio, al fratello Eris, il testimone
degli allori è passato da un po’ ad Elia che nel 2011 aveva vinto il Trofeo
Corri LA Montagna tra Friuli e Veneto. Classificatosi terzo, nel 2012, dietro a
due keniani, alla corsa in salita internazionale Aviano-Piancavallo, anche il
2013 è andato avanti nel segno dell’alta classifica. Recentemente vincitore
della Sgambada Zoldana. Alla TransPelmo, in casa, torna per cercare di
rovesciare il risultato che nel 2012 lo ha visto secondo in volata, battuto da
Pierantoni. Nel mirino, per lui c’è la
vittoria.
![]() |
| Michele Tavernaro (Detentore del record) |
4
Michele Tavernaro (US PRIMIERO) Classe
1975, nato a Feltre.E’ l’uomo del record
, lui che ha vinto alla TransPelmo nel 2010 (1 h 36’ 23’’)Corre le sky race, la
corsa in montagna e fa orienteering .Nella corsa di Orientamento è stato sesto
ai mondiali militari in Giappone nel 2005Nel suo largo albo d’oro personale
annovera gare importanti come la Dolomity Sky Race.Secondo con Bettega al
TransCivetta 2011 ha conquistato podi in gare importanti come Stava Sky Race e
Sentiero 4 luglio. Uomo da podio, venderà cara la pelle.
9
Matteo Eydallin (ITALIA SCI ALPINISMO) Classe 85 ,
nato a Torino vive in Val di Susa. Il piemontese presenta come biglietto da
visita la vittoria 2013 al Trofeo Mezzalama, sci alpinismo, Courmayeur, quota
oltre 4000. In carniere dal 2009 al 2012 due ori mondiali, un oro europeo ed un
bronzo in diverse specialità della nobile e dura disciplina invernale. Portacolori
del CS Esercito e azzurro di specialità, può dire la sua anche con le scarpette
trail. Quotato scalatore è giunto 4° al 25° Trofeo Stellina, ad agosto, dietro
a Wyatt, Manzi e Di Gioia. Attenzione
10
Manfred Reichegger (ITALIA SCI ALPINISMO) Nato nel 77
è il veterano del circuito sci alpinistico internazionale, dotato di mezzi
atletici eccellenti è sempre tra i migliori. 9 Ori, 3 argenti e 3 bronzi tra
europei e mondiali sono la sua garanzia di qualità. Nella corsa in montagna ha
conquistato il record mondiale nella disciplina del KM VERTICALE, vincendo la
gara piu’ dura al mondo della sepicialità, a Fully in Svizzera (1900 D+). Di se
ama dire che : “Le cose che fa le vuol far bene, sennò meglio lasciar perdere”.
Anche Manfred ha ottime doti in salita e potrebbe essere uomo dalla fuga
iniziale. Lasciarlo andare potrebbe essere fatale agli avversari.
11
Oscar Angeloni (ITALIA SCI ALPINISMO) Il
bellunese è commissario, direttore tecnico della nazionale italiana di sci
alpinismo, al secondo mandato consecutivo. Una certezza per lo sport azzurro ed
un vanto per la provincia dolomitica. Perfetto conoscitore del percorso della
TransPelmo, ha optato per radunare la squadra in terra bellunese ed
approfittare per un allenamento di preparazione, sui sentieri, forcelle e
sterrati , tracciati da Eris Costa e collaboratori, dichiarando di avere grande
fiducia nella qualità dell’evento.
12
Denis Trento (ITALIA SCI ALPINISMO). Valdostano
dell’82. Una vittoria nel 2009 al trofeo Mezzalama,Due ori mondiali e due ori
europei a squadre, nello sci alpinismo. Una vittoria importante nel 2008 al KM
verticale Fondation Gran Paradis. Denis mette addosso curiosità, la parola
alla montagna ora!
13
Lorenzo HolKznecht (ITALIA SCI ALPINISMO) 1984,
Bormio (SONDRIO). Della squadra azzurra di sci alpinismo potrebbe essere il piu’
completo per questo tipo di percorso. Il lombardo, valtellinese, ha vinto 7
medaglie internazionali i quattro diverse specialità. Recentemente è giunto
terzo in Val Viola alla SkyRaceAltaValtellina, battuto soltanto da Luca Cagnati
e dal pluricampione mondiale di corsa in montagna, Marco De Gasperi. Se parte
per far classifica, i migliori dovran menar di gambe per arrivargli davanti.
14
Robert Antonioli (ITALIA SCI ALPINISMO) Altro lombardo
di SantAntonio Valfurva, classe 1990. Uno degli atleti a cui sono riconosciute
doti carismatiche particolari, che ne fanno un autentico personaggio dell’ultimo
decennio sci alpinistico azzurro. Ha già raccolto 4 medaglie di diverso colore
nelle competizioni sci alpinistiche europee e mondiali ed è uno dei giovani su
cui punta il settore azzurro el il CS Esercito di Courmayeur. In bocca al lupo.
15
Michele Boscacci (ITALIA SCI ALPINISMO) 4 gennaio
1990 , falegname che ha fatto dello sci alpinismo dall’essere hobby al diventar
lavoro. Nelle gare singole battaglia in categoria con Robert Antonioli col
quale sono compagni nelle gare in coppia, forse con maggiori attitudini alla
salita. Michele è da qualche giorno
aggregato al CS Esercito ed è quindi entrato nel mondo del professionismo
sportivo. Come per gli altri azzurri TransPelmo significa iniziare la
preparazione azzurra. Vedremo se in salita andrà a tirare il gruppo!
16
Nicola Invernizzi (ITALIA SCI ALPINISMO) E’ il CT
della nazionale GIOVANI di Sci Alpinismo.
474Ivano
Molin Classe 1973 Una
carriera ricca di vittorie piazzamenti ed una bacheca piena di soddisfazioni. Ha
vinto 5 volte la 6 Rifugi , piu’ volte a podio al TransCivetta, Molin quest’anno
ha vinto la Dolomiti Extreme a pari merito con l’amico rivale Innerkofler,
aiutandolo peraltro dopo averlo ripreso in discesa, porgendo la borraccia al
trentino in difficoltà, proprio come Coppi e Bartali. A chi non lo vede
favorito consigliamo prudenza.
414Patrick
Costabiei dall’ultratrail un nome che forse parrà strano io citi, ma Patrick è uno
costante, impegnato che lo scorso anno all’ultratrail Troi dei Cimbri, nel
trevigiano è arrivato ai piedi del podio. Interessante vederlo sul breve. In
bocca al lupo.
39
Christian Sommariva Agordino talentuoso sta correndo
da qualche stagione su buoni livelli. Eclettico può correre le stradali e la
montagna ben figurando. Tattico in salita e tecnico in discesa, se si trova
davanti non accorcia certo la falcata.
96Morris
De Zaiacomo Bellunese del 90 è portacolori della Dolomiti
Belluno. Longilineo ma potente è uno dei piu’ fulgidi atleti prodotti dai vivai
dolomitici nel decennio trascorso. Ora è in fase di maturazione e quando
gareggia è una costante spina nel fianco dei migliori, se i migliori non
restano anche dietro. Da verificare sul dislivellato giro del Caregon, si
candida al ruolo di mina vagante.Esplosivo!
272Filippo
Beccari: Guida Alpina classe 79. Stakanovista dello Ski Alp,
52 gare , 300mila metri di dislivello, nello sci alpinismo. In Alpago qualche
settimana fa, chi lo ha visto in discesa ha avuto buona vista. Simpatia, umiltà
coraggio. Un Beccari che scollini bene, può essere uno da podio.
266
Cristiano Campestrin . Trentino,Ex azzurro di
ultramaratona è portacolori del team Salmon ed attualmente spazia dal trail all’ultratrail.
Tra le altre cose è stato campione italiano sperimentale di nordic walking
sprint nel 2012.
434
Eddy Nani Dopo un adolescenza da calciatore promettente l’alanese
è passato in pianta stabile alla corsa, tesserato dalla società veneziana
Atletica San Rocco. Ha cominciato a farsi notare già nel 2011 quando alla
Cadini Sky Race battagliò con Grandelis per tutta la gara. A gennaio 2013 si è
preso il lusso di duellare al Winter Trail della Lepre Bianca con Marco De
Gasperi, arrivando secondo dietro al mito. Stagione ricca di piazzamenti anche
su strada , ha vinto in casa, a fine luglio la 9^ San Daniele. Ragazzo dalle
doti naturali fuori target, avesse iniziato da giovanissimo , oggi sarebbe
stato probabilmente una “bestiaccia” per Pierantoni & C….Ma siccome la
corsa si scrive dopo il traguardo, fossi in loro lo non lo sottovaluterei.
432
Mauro Simeoni Esperto sky runner trevigiano di
Pederobba ha nel palmares la vittoria alla Combinata del Piave 2012. Uno che
non molla mai, l’uomo con la bandana.
436
Eugen Innerkofler Bolzanino della Val Pusteria, classe 64 è stato
capace di correre la maratona in 2 ore e 24. Quest’anno, su queste montagne ha
vinto ex-aequo con Molin la Dolomiti Extreme.
495
Diego Pieruzzo Eterno talento della corsa veneta, fa sempre il
suo, spaziando dai sentieri di montagna alle nevi delle ciaspolate.Nei primi
anni 2000 ha sfiorato il podio al TransCivetta di qualità eccelsa. Appunto…eterno
Pieruzzo.
457
Raul Barattin Classe 1970, artista scultore di San Martino di
Chies d’Alpago ha centrato tanti piazzamenti. La vittoria su tutte è il
TransCivetta 2011 in misto con Martina Brustolon.
DONNE
![]() |
| Martina De Silvestro |
5
Jennifer Senik (Montanaia Racing) Nata a
Rolla nel 1981 nel Missouri USA è pordenoneseSpecialista della corsa in
montagna e sci alpinismo. Alla TransPelmo vanta un secondo ed un terzo postoSeconda
al TransCivetta 2013 per coppie femminili con la Valmassoi Un palmares
ricchissimo in cui ricordo una Ndar e Tornar dal Doc e I percorsi della Memoria
sul Vajont. Occhio alla Senik!
448
Martina De Silvestro (Atletica Comelico) Nata nel 92 è sorella
dell’azzurra Alba. Entrambe fortissime atlete poliedriche, Martina è Maestra di
sci.Forte nella corsa in montagna e Sky running , Sci Alpinismo, la comelicense
giunge da vincitrice recente della Camignada e della Transcivetta femminile in
coppia con Cecilia De Filippo ma ha mietuto altri successi, anche nel trail
come a giugno al Trail d’Alpago,quando ha fatto coppia in staffetta con Alba. E’
donna da rincorrere.
5
Martina Brustolon (GS Quantin) Nata nel/75 è zoldana (GS Quantin).Specialista
della corsa in montagna. Ha vinto le edizioni 2008/2009. Ha vinto un TransCivetta per
coppie miste con Raul Barattin, ma ha dominato diverse corse in montagnaHa nel
su palmares anche la Valdobbiadene-Pianezze , il Ribul Nin , la Melerissima,
Giro dei Piais, la Combinata del Piave. Rientrante dopo la sosta per maternità,
ha vinto ad agosto il Trofeo Andrich a Vallada agordina e la Sgambada Zoldana.
Bentornata Martina!
Martina Valmassoi (Dolomiti
Ski Alp) 24 anni è cadorina di Pozzale .Papà ex calciatore, climber,
deltaplanista, fondista, velista.. Mamma runner, anch’essa climber ,
deltaplanista e sciatrice! Ha
conquistato l’Oro Europeo di Sci Alpinismo in Staffetta a Tambre nel 2008/2009,
in squadra con Antonioli e Fognini e bronzo nella Vertical.Dopo una pausa per
problemi fisici è tornata da Senior, sci alpinista d’inverno e grimper sui
sentieri col caldo.Come ski alper , l’attualità l’ha vista Bronzo europeo in
relè, con le compagne Corinne Clos e Silvia Piccagnoni. Nel 2013 terza ai
campionati italiani in coppia con la Compagnoni. Seconda a coppie al Transcivetta 2013 con la Senik è parte
del Team Salomon Carnifast per la corsa trail. Non è qui per pettinar le
bambole. Favorita!
107
Elena Iagher (US PRIMIERO) Nata nel 1991 è trentina, atleta dell’US
Primiero. Specialista dello Sci
Orienteering è campionessa italiana di specialità e portacolori azzurra in
campo internazionale , ma è anche ottima fondista dello sprint .
490
Stefania Zanon (Scuola di Maratona V.Vento /Cauriol) Classe 1992Fondista
di buon livello.Due volte vincitrice del Trail dei Brac, seconda quest’anno alla Camignada
ed all’Alpago SKy Super 3, pluripiazzata nell’ambiente off road nel running,
potrebbe essere la grande rivelazione!
FABIA
GALLINA Viene da una buona stagione che l’ha vista fare il bis vincendo una gara
dalle forti tradizioni come la Campo-SanDaniele-Campo . La ragazza di Quero
dirà la sua !
CATENA
PIZZINO La definiremmo come una naif della corsa. Senza badare all’apparenza è
ben visibile. Atleta capace di esprimersi su ottimi livelli nel trail medio
lungo, la Pizzino si candida al ruolo d’outsider!
mercoledì 14 agosto 2013
TRANSPELMO 2013. 1° Settembre . Presentazione e Video!
Il VIDEO DI PRESENTAZIONE si trova cliccando sul link:
---> http://www.youtube.com/watch?v=hUTsqkwTZm8&feature=youtu.be
domenica 28 luglio 2013
Laureati! Fabia Gallina ed Eddy Nani vincono la 9^SanDaniele "Università della Corsa in Montagna"
Laureati!
Fabia Gallina ed Eddy Nani vincono la 9^SanDaniele
"Università della Corsa in Montagna"
di Alexander Geronazzo*
![]() |
| Arrivo di Fabia Gallina , cavallerescamente accompagnata da Eddy Nani (Fotografia di Ermes Moret) |
Torno al microfono della San Daniele. L'ultima volta si chiamava Campo-SanDaniele-Campo. Oggi il percorso è variato, ma rimane l'essenza dell'ascesa a Forcella San Daniele, attraverso Mison, così come è imprimente il panorama traguardabile sul sentiero che porta al Borgo Fobba, "il troi dei todeschi" che prima di salire, osserva Schievenin e la sua vallata.
La Forcella è il crocevia per il Grappa, che si raggiunge continuando a salire, mentre la San Daniele scende verso il borgo e l'antica chiesa del '700, ormai preda degli arbusti e vittima della sua sorte amara che l'unico muro in piedi descrive come un'agonia intrisa di voglia di star su...
Un percorso già impegnativo, pur magnifico, ormai entrato nel cuore di chi passeggia e corre la montagna, che oggi pativa la calura del previsto Caronte, che oggi si chiama così, mentre un tempo avremmo definito egli stesso impersonalmente come "caldo boia".
Quasi 200 persone al via , moltissime sul "lungo" di 11 km, ed un discreto gruppetto sulla piu' facile abbreviata di 4km. Buonissimo il lavoro svolto dal Gs Alano del Presidente Pisan.
Logistica di partenza ed arrivo che si è spettacolarizzata, tracciando un tratto iniziale e finale, anche dentro lo stadio Valcalcino e sembra che questo abbia giovato all'immagine vista da chi guardava.
Il lato sportivo ha visto un dominio di Fabia Gallina, che in campo femminile ha bissato il successo del 2012. Quest'oggi la querese dell'Atletica san Rocco,ha vinto le resistenze della coriacea e graziosa Natasha Cozza, con un buon terzo posto per Valli Finotto del Brema Running.
A seguire, in zona premio, Martina Centa, Romina Signori, Adelina Cozza, Graziella Fortuna, Maria Assunta Collavo, Moira De Bastiani e Cristina Pincin.
Piu' combattuta la vittoria di Eddy Nani, in campo maschile. Infatti, sulla sua strada si è parato il piu' quotato magrebino Amghit Ayyad, che sin dall'inizio ha cercato di stare su ritmi elevati, nonostante il periodo di Ramadam. In ascesa i due sono rimasti uniti, fino alla forcella ed al borgo di San Daniele, poi Nani ha rotto gli indugi e sulla difficile e tecnica discesa da San Daniele al Ponte de La stua ha portato un attacco deciso, l'unico possibile, dato che il piano che sarebbe seguito favoriva indubbiamente il runner venuto dall'Atlante. A Pont De La Stua, Eddy aveva incamerato 30 secondi, che considerato il vantaggio al traguardo di soli 28 secondi appunto, confermano che sia ed è stato decisivo il cambio di passo in discesa. Eddy Nani non è piu' una sorpresa, è anzi in ulteriore crescita, lui che dal talento cristallino si è prestato al giuoco del calcio per anni, per tornare ora a mulinare le gambe in corsa, dimostrando la stoffa del campione, umile e forte allo stesso tempo. Dietro ai due protagonisti il solito indomito Andrea Zanatta che precede nell'ordine d'arrivo, Stefano Daniel, Loris Basei, Cristian Andreatta, Alessio Chiodero, Gustavo Poloni, Denis Gatto e Marco Livio.
Nella 4 km sono state premiate Lara Costa, Luigina Cesa e Donatella Alberti in ambito femminile e Simone Zancaner, Andrea Simeoni e Luca Meneghin in campo maschile, nell'ordine citato in calce.
Gruppo piu' numeroso il ValdoGroup davanti a Percorrere il Sile ed Argo NW Team.
Atleta piu' esperto in gara è risultato Mario Lorenzon, classe 1934.
Nota a margine il bel gesto di tre atleti che citerò, quali Vincenzo Vizzari, Paolo Masiero ed Andrea Hilary Gomiero, che prima dell'ascesa alla forcella si sono fermati a dare i primi soccorsi ad un atleta vittima di malore, risultando probabilmente decisivi per il suo recupero fisico, in attesa del medico. L'atleta d'origine asiatica ha poi recuperato perfettamente. Un plauso alla sportività e prontezza.
Con questo io chiudo...E' stata la 9^ edizione...La 10^ promette d'essere un grandissimo evento.
(Tutti i diritti sul presente articolo sono riservati. Le testate giornalistiche che ne facciano uso, sono pregate almeno di citare la fonte. Grazie)
lunedì 22 luglio 2013
Domenica 28 ... La San Daniele ... o godi solo a metà!
Domenica sarò lo speaker della "San Daniele".
Per runners e nordic walkers...
Per famiglie e bimbi c'è il percorso breve.
PS: Torno ad essere la voce di una manifestazione casalinga...Conosco questo giro che i volontari stanno preparando al meglio e ringrazio il Pres Pisan di aver insistito perchè fossi lì...
STO REGOLANDO IL VOLUME...
Ora, cacchio, chi non c'è , avrà di che rosicchiarsi le dita.
Per chi ama la corsa in montagna, Mison, Forcella-San Daniele , in su e....Forcella-Pont de La Stua, in giu'...è come per per il godurioso una boccaccesca lettura...
Per runners e nordic walkers...
Per famiglie e bimbi c'è il percorso breve.
PS: Torno ad essere la voce di una manifestazione casalinga...Conosco questo giro che i volontari stanno preparando al meglio e ringrazio il Pres Pisan di aver insistito perchè fossi lì...
STO REGOLANDO IL VOLUME...
Ora, cacchio, chi non c'è , avrà di che rosicchiarsi le dita.
Per chi ama la corsa in montagna, Mison, Forcella-San Daniele , in su e....Forcella-Pont de La Stua, in giu'...è come per per il godurioso una boccaccesca lettura...
sabato 13 luglio 2013
domenica 7 luglio 2013
Clamoroso a Pederobba! Ayaad batte tutti!
Così avrebbe detto un famoso radiocronista...
Amghit Ayaad attacca in salita e batte il mito.
Tattica di gara perfetta. La scelta di andar via in salita, per provare a battere i piu' forti, è vincente.
Combinata del Piave a Lucio Fregona e Manuela Moro.
E' successo...In cronaca pronosticavo Ayaad come outsider e citavo Vettorel e Fregona quali favoriti d'obbligo.
Molta gente a Pederobba per la 28^ Passeggiata al Fresco e alla 5^ Corsa del Monfenera a non disattendere la grande tradizione della podistica ai piedi del colle da cui prende nome.
Sul traguardo ai passeggiatori ho ripetuto piu' vole l'augurio di "Conservar caro l'ermo colle..." oggi baciato da un sole caldo e da una brezza piacevole che pizzicava e carezzava la pelle, allo stesso tempo.
Al via , dopo le partenze libere, dalle 8, della marcia Fiasp, una gara dai buonissimi contenuti tecnici.
Lucio Fregona, leterno "signore delle cime" e Giacome Vettorel sembrano in forma, mentre medito sulla presenza del passista Ivan Basso e quasi emargino dalla lotta virtuale al podio, l'italo magrebino Ayaad. C'è tra loro un Simone Zanella in buono stato di forma, ho certezza che farà bene.
Manuela Moro troverà sui sentieri la concorrenza di Silvia Rampazzo, tra le altre motivi di interesse diversi e un terzo gradino del podio che sembra difficile da scrivere a priori.
Si parte con un giro di Villa Conti Onigo, in mezzo al nuovo oliveto, e il gruppo compatto sembra voler inseguire un ritmo che pare voler dettare Fregona.
Poi spariscono nel bosco. Solo la radio a farci da compagni nel cercar dati da dichiarare al buon pubblico.
Al primo intermedio, metà salita pare vedere una certa compattezza ma fanno pensare i primi due transiti in leggero vantaggio.
Ivan Basso passerà primo sul GPM a 750m slm, dopo una salità di 5km ed un dislivello di quasi 600 metri , positivo.
Con lui, c'è Ayaad. A meno di un minuto passa la coppia Vettorel e Fregona, mentre distaccato è quinto Zanella.
Il punto piu' alto vede la Moro in testa ma il margine sulla Rampazzo è breve e Manuela in discesa potrebbe dover rintuzzare l'attacco di Silvia. sarà infatti così, ma la seconda sarà messa in condizioni di non nuocere da una caduta senza conseguenze, se non nei distacchi.
Mi spingo nel commento , pronosticando un Fregona in discesa libera, come di sua maestria, il margine dei battistrada non è grande e credo che li prenderà...
Invece appaiono sopra l'ex ospedale. in due, appaiati, in spinta eccezionale sull'ultima discesa.
Laddove termina l'asfalto, ai 200 metri, Ayaad scala all'interno ed aumenta , allungando di qualche metro su Ivan Basso che, ottimo secondo, non può nulla.
E' successo! Clamoroso a Pederobba, il Re delle prime 4 edizioni è spodestato, Fregona chiuderà con un minuto di svantaggio.
I primi due hanno indovinato la tattica. Vettorel, mentre ne parlo chiude quarto e Simone Zanella ottimo quinto.
Tra le donne vince la Moro, seconda la Rampazzo e terza l'ultratrailer reduce dalla LUT , Cristiana Follador.
Classifiche complete saranno riportate da www.cronovenezia.it .
Era l'ultima tappa della Combinata del Piave (Valdobbiadene-Pianezze, Ndar e Tornar dal Doc, Corsa del Monfenera) che ha visto i seguenti podi:
MASCHILE: Lucio Fregona-Amghit Ayaad-Simone Zanella
FEMMINILE: Manuela Moro-Laura Bello-Romina Signori
Amghit Ayaad attacca in salita e batte il mito.
Tattica di gara perfetta. La scelta di andar via in salita, per provare a battere i piu' forti, è vincente.
Combinata del Piave a Lucio Fregona e Manuela Moro.
E' successo...In cronaca pronosticavo Ayaad come outsider e citavo Vettorel e Fregona quali favoriti d'obbligo.
Molta gente a Pederobba per la 28^ Passeggiata al Fresco e alla 5^ Corsa del Monfenera a non disattendere la grande tradizione della podistica ai piedi del colle da cui prende nome.
Sul traguardo ai passeggiatori ho ripetuto piu' vole l'augurio di "Conservar caro l'ermo colle..." oggi baciato da un sole caldo e da una brezza piacevole che pizzicava e carezzava la pelle, allo stesso tempo.
Al via , dopo le partenze libere, dalle 8, della marcia Fiasp, una gara dai buonissimi contenuti tecnici.
Lucio Fregona, leterno "signore delle cime" e Giacome Vettorel sembrano in forma, mentre medito sulla presenza del passista Ivan Basso e quasi emargino dalla lotta virtuale al podio, l'italo magrebino Ayaad. C'è tra loro un Simone Zanella in buono stato di forma, ho certezza che farà bene.
Manuela Moro troverà sui sentieri la concorrenza di Silvia Rampazzo, tra le altre motivi di interesse diversi e un terzo gradino del podio che sembra difficile da scrivere a priori.
Si parte con un giro di Villa Conti Onigo, in mezzo al nuovo oliveto, e il gruppo compatto sembra voler inseguire un ritmo che pare voler dettare Fregona.
Poi spariscono nel bosco. Solo la radio a farci da compagni nel cercar dati da dichiarare al buon pubblico.
Al primo intermedio, metà salita pare vedere una certa compattezza ma fanno pensare i primi due transiti in leggero vantaggio.
Ivan Basso passerà primo sul GPM a 750m slm, dopo una salità di 5km ed un dislivello di quasi 600 metri , positivo.
Con lui, c'è Ayaad. A meno di un minuto passa la coppia Vettorel e Fregona, mentre distaccato è quinto Zanella.
Il punto piu' alto vede la Moro in testa ma il margine sulla Rampazzo è breve e Manuela in discesa potrebbe dover rintuzzare l'attacco di Silvia. sarà infatti così, ma la seconda sarà messa in condizioni di non nuocere da una caduta senza conseguenze, se non nei distacchi.
Mi spingo nel commento , pronosticando un Fregona in discesa libera, come di sua maestria, il margine dei battistrada non è grande e credo che li prenderà...
Invece appaiono sopra l'ex ospedale. in due, appaiati, in spinta eccezionale sull'ultima discesa.
Laddove termina l'asfalto, ai 200 metri, Ayaad scala all'interno ed aumenta , allungando di qualche metro su Ivan Basso che, ottimo secondo, non può nulla.
E' successo! Clamoroso a Pederobba, il Re delle prime 4 edizioni è spodestato, Fregona chiuderà con un minuto di svantaggio.
I primi due hanno indovinato la tattica. Vettorel, mentre ne parlo chiude quarto e Simone Zanella ottimo quinto.
Tra le donne vince la Moro, seconda la Rampazzo e terza l'ultratrailer reduce dalla LUT , Cristiana Follador.
Classifiche complete saranno riportate da www.cronovenezia.it .
Era l'ultima tappa della Combinata del Piave (Valdobbiadene-Pianezze, Ndar e Tornar dal Doc, Corsa del Monfenera) che ha visto i seguenti podi:
MASCHILE: Lucio Fregona-Amghit Ayaad-Simone Zanella
FEMMINILE: Manuela Moro-Laura Bello-Romina Signori
venerdì 5 luglio 2013
Domenica è CORSA DEL MONFENERA e Passeggiata al Fresco.
Dove commento domenica?
Io sono a Pederobba...Voi dovreste essere lì con me...
Vari percorsi, adatti a camminare, correre o far del nordic walking...
YESSSSSSSSSSS.
Vi Aspetto lì!
Io sono a Pederobba...Voi dovreste essere lì con me...
Vari percorsi, adatti a camminare, correre o far del nordic walking...
YESSSSSSSSSSS.
Vi Aspetto lì!
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"Bacco maledetto". Il monologo
"Ciò che segue è qualcosa di breve, ma non troppo…di forte, quanto basta…di vero, questo sì. Dal palco la voce vi arrivi come la naturale conclusione di uno spettacolo, andato in scena e messo in musica,per raccontare un testo. Un tratto di vita vissuta un pezzo dell’Alex pensiero.Non sarò prolisso, voglio essere concreto. Questa serata è dedicata a Bacco, colui che per me è stato “Il maledetto”.Il significato c’è, non dubitate, non è finzione artistica.La realtà che mi ha attraversato la vita da capo a piedi ruota attorno ad un maledetto vizio. Badate, non son certo il tipo d’uomo che pontifica sapienza, non ne avrei le basi, non sono colui che insegna. Però, senza smentire il mio essere, non posso non raccontarvi qualcosa che è triste ed attuale e di per se non ha bisogno d’esser insegnato, si spiega da solo. Lo faccio perché non ho scritto per bearmi di me stesso ma tentando una via in più per rendermi utile. Bacco maledetto è il titolo ideale del pensiero che ho in mente questa sera. Io, orfano di due padri, traditi dallo stesso inganno, beffati da un nemico che si nasconde e vince la guerra di logoramento ai danni dell’essere umano. Penso a quei ragazzi, poco più che bambini, che sostano ore ed ore davanti a un bar. Passo e ripasso, passeggiando li studio. Sarebbe facile generalizzare,lo so bene che non tutti cadranno nel problema, ma qualcuno sì. Ho guardato l’alcolismo con gli occhi di un figlio, ne ho compreso gli effetti scrutandolo da uomo ed ora, quando il conto sembra chiuso e la partita persa, voglio continuare ad alzare lo sguardo e parlare. Parlarne…E’ importante! L’alcolismo è il tema che il titolo introduce con fare artistico.Capitemi! Salgo su questo palco per parlare ad una platea di quel che ho scritto.Per questo voglio spiegarmi bene. Non si compone un libro in versi se nella mente tutto fosse prosaico. Eccomi al dunque, tutto ciò che è scritto viene da dentro, è qualcosa di impresso con inchiostro indelebile nella mia storia di essere umano, condizionata da un vizio perfido,silente e malefico. Ma so bene che la mia è una storia comune, specie qui da noi. Chi di voi non conosce un alcolista? Chi non è al corrente di una storia di disagio famigliare dovuto a chi abusa dell’alcool? Se andassimo ad alzata di mano sarebbe una totalità di braccia conserte. In questi primi trent’anni io me ne sono voluto tenere distante. Ho fatto una scelta cui poche volte non ho mantenuto fede, Non bevo alcolici! Attenti, così è certamente troppo, ma vorrei che suonasse come un invito alla moderazioneper chi abusa e per chi distribuisce abuso.Attenti ragazzi!L’alcool può uccidere. Preso a piccole dosi è un piacevole compagno.È collante della compagnia.Occhio quindi,che il vostro volto non perda freschezza,che lo sguardo sia sempre lucido ed attento.In campanache la via della vita,se inondata d’alcool, può diventare scivolosa.In men che non si dica e senza dare tempo di reazione.Agli adulti che sanno ciò che fannovoglio dire soltanto di essere consapevoli,che la bevuta in compagnia e la sbronza sono cose ben diverse.Come diverse sono le reazioni connessealla troppa assunzione di questo elemento, tollerato e tollerabile fintanto che non assuma gli effetti di una qualsiasi droga.Io non parlo per sentito dire,ho visto e vissuto,penso di averne titolo.Dedico questa serata ai miei due papà,loro sanno se ho facoltà di parlare.Capiranno e spero saranno fieri,che a loro modo e senza forse capirlo hanno insegnato molto della vita a questo invisibile contemplatore."
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