SPEAKER ALLA DUE ROCCHE!
Un tassello importantissimo per la mia vita da commentatore
Ieri Speaker alla DueRocche. 3530 partenti, un partèrre che ho calcato da runner nella 7/12/21 km ed anche da Nordic walker quando fu organizzata una gara sprint nel 2009 nella quale credo di essere arrivato 11° su 350. Calpestare di nuovo il tappeto rosso di arrivo, microfono alla mano è come chiudere un cerchio. Credo di essere l'unico ad aver visto la 2Rocche sotto questo aspetto. Una cosa ve la dico...Ho traguardato l'orizzonte ed ho visto il Grappa innevato; ho osservato la dirittura d'arrivo vedendo il meglio di quanto oggi la corsa italiana offrisse. Onorato di aver affiancato Maurizio Persegona al commento. Give me five raga!
Grazie a tutti, perchè senza i favori del pubblico io starei ancora a sognare il microfono della gara Veneta piu' importante !
ALEX GERONAZZO "Lo speaker for passion"
" Ho voglia di dare voce al vento dello sport "
giovedì 26 aprile 2012
mercoledì 25 aprile 2012
Speaker Tecnico alla 2Rocche!
SPEAKER TECNICO alla 41^ DueRocche Cornuda!
Un passo microfonato nella storia del Running Internazionale!
domenica 15 aprile 2012
La Quatro Pass degli 800! Piovosa ma non doma!
Andrea Frezza e Monica Torres vincono la gara lunga!
Marisa Ferronato e Manuel Da Col nella 12 km...
Tantissimi ragazzi nella 6 km del progetto Sportinsieme.
Erano piu' di 800 gli atleti, amatori e semplici passeggiatori, alla partenza della Quatro Pass a San Pietro di Barbozza questa mattina.
Incuranti del maltempo , in molti si sono presentati al via di una manifestazione che sta diventando ormai "grande classica" e che se baciata dal meteo avrebbe surclassato il record di presenze del 2011, quando partirono in duemila.
Eppure, nonostante tutto, grandi numeri che vanno ad aggiungersi alla qualità di una macchina organizzativa davvero DOC.
Percorsi segnalati egregiamente, decine e decine di volontari su un percorso reso fangoso e viscido , benchè praticabile.
Molti volti piacevolmente noti ed un clima nel quale ho cercato, di far la mia parte , riscaldando gli animi...Chissà poi...Ci sarò riuscito?
Nell'ambito della "42^ mostra del Cartizze e del prosecco DOCG" , la Quatro Pass ha messo in campo anche motivi sportivi di grande valore.
Nella 12 km si è imposto Manuel Da Col, atleta di Cibiana di Cadore, specialista della corsa in montagna, che si è dovuto guardar bene dal "figlio d'arte" Elia Costa, portacolori dell'Atletica Zoldo, con Dario Turchetto sul podio a precedere uno sfortunato Andrea Zanatta, sempre a ridosso dei primi sin dalla partenza.
In campo femminile Marisa Ferronato (Atletica Sernaglia), ha messo in campo classe ed esperienza, utili a tenere a bada le mire della bellissima Martina De Bastiani, bellunese di Sedico, vero e proprio condensato di forza e grazia. Al terzo posto Nadia Cordiali ed a seguire, Mary Collavo e Manuela Dametto.
Nella distanza piu' lunga, mentre al traguardo si attendeva l'esito di un pronostico che vedeva il titolo in ballottaggio tra Vettorel e Geronazzo, è spuntato per primo, solo in parte sorprendentemente il bravo Andrea Frezza, ragazzo dalla faccia pulita, da sempre promessa locale che ultimamente raccoglie i frutti che l'esperienza matura.
Dietro di lui nell'ordine, Giacomo Vettorel e Ivan Geronazzo, con Davide Camerin ed Enrico Salvadori a completare la "top five".
La gara femminile ha visto Monica Torres prevalere sui 18 temibili chilometri sulla campionessa uscente Serena Schievenin. Completa il podio Antonella Feltrin e nell'ordine premiate anche Poyatos Montserrat e Paola Doro.
Che altro dire in conclusione?
Ho visto ma ho guardato ... Ho parlato ma ho ascoltato...eppure prima di tutto mi sono divertito!
Signori e signore, signorini e signorine ...au revoir!
Marisa Ferronato e Manuel Da Col nella 12 km...
Tantissimi ragazzi nella 6 km del progetto Sportinsieme.
Erano piu' di 800 gli atleti, amatori e semplici passeggiatori, alla partenza della Quatro Pass a San Pietro di Barbozza questa mattina.
Incuranti del maltempo , in molti si sono presentati al via di una manifestazione che sta diventando ormai "grande classica" e che se baciata dal meteo avrebbe surclassato il record di presenze del 2011, quando partirono in duemila.
Eppure, nonostante tutto, grandi numeri che vanno ad aggiungersi alla qualità di una macchina organizzativa davvero DOC.
Percorsi segnalati egregiamente, decine e decine di volontari su un percorso reso fangoso e viscido , benchè praticabile.
Molti volti piacevolmente noti ed un clima nel quale ho cercato, di far la mia parte , riscaldando gli animi...Chissà poi...Ci sarò riuscito?
Nell'ambito della "42^ mostra del Cartizze e del prosecco DOCG" , la Quatro Pass ha messo in campo anche motivi sportivi di grande valore.
Nella 12 km si è imposto Manuel Da Col, atleta di Cibiana di Cadore, specialista della corsa in montagna, che si è dovuto guardar bene dal "figlio d'arte" Elia Costa, portacolori dell'Atletica Zoldo, con Dario Turchetto sul podio a precedere uno sfortunato Andrea Zanatta, sempre a ridosso dei primi sin dalla partenza.
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| Martina De Bastiani (Foto repertorio web) |
Nella distanza piu' lunga, mentre al traguardo si attendeva l'esito di un pronostico che vedeva il titolo in ballottaggio tra Vettorel e Geronazzo, è spuntato per primo, solo in parte sorprendentemente il bravo Andrea Frezza, ragazzo dalla faccia pulita, da sempre promessa locale che ultimamente raccoglie i frutti che l'esperienza matura.
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| Andrea Frezza (Vincitore 18km) |
Dietro di lui nell'ordine, Giacomo Vettorel e Ivan Geronazzo, con Davide Camerin ed Enrico Salvadori a completare la "top five".La gara femminile ha visto Monica Torres prevalere sui 18 temibili chilometri sulla campionessa uscente Serena Schievenin. Completa il podio Antonella Feltrin e nell'ordine premiate anche Poyatos Montserrat e Paola Doro.
Che altro dire in conclusione?
Ho visto ma ho guardato ... Ho parlato ma ho ascoltato...eppure prima di tutto mi sono divertito!
Signori e signore, signorini e signorine ...au revoir!
Alex Geronazzo (Speaker ufficiale Quatro Pass)
mercoledì 11 aprile 2012
sabato 31 marzo 2012
martedì 6 marzo 2012
BELLUNO-FELTRE-RUN 30km Fidal , 25 marzo! Camp.Regionale Veneto
- PERCORSO OMOLOGATO FIDAL-
Valida come Campionato Regionale Fidal e CSI individuale
Che aspetti ad iscriverti? Io sarò lì ad attenderti sul traguardo di una corsa unanimemente considerata tra le top race del settore come livello tecnico organizzativo
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Belluno Feltre Run
Ambiente cultura e storia in trenta chilometri di corsa
di Alexander Geronazzo
Chi ha corso la Belluno Feltre almeno una volta, ne parla come di una top race ad ogni livello.
Una corsa evento, legata al territorio ed all'ambiente, capace di inserire al suo interno attività alternative come la camminata nordica, essendo di fatto la prima tappa del Nordic Walking in Tour, circuito nazionale al top nel walking con i bastoncini.
E poi la staffetta per chi ha meno chilometri nelle gambe o più voglia di ritmi elevati; in tre per squadra, con partenze e cambi ogni 10 chilometri.
Organizzazione a livello top marathon, servizi efficienti, innovazione, rispetto per l'ambiente, sono solo alcuni degli aspetti da sottolineare , guardando alla breve storia di questa corsa su strada.
Meno di una maratona e più di una mezza, ecco il senso che si riassume nella distanza atipica ma regolamentare dei 30km.
Una formula che da un paio di anni a questa parte attira tanto il top runner, quanto l'amatore, sino ad arrivare al cosiddetto "tapascione" domenicale.
Guardata ai suoi albori con malcelato sospetto, la Belluno Feltre si è ritagliata sin dalla prima edizione uno spazio preminente nel panorama delle corse su strada italiane.
Tanta è stata l'attenzione che i podisti gli hanno rivolto, da subito, che lo sguardo attento della federazione ci ha messo poco ad intuirne le potenzialità, tanto da omologarne il percorso sulla distanza regolamentare, applicandole di fatto il marchio di qualità che la ha promossa a regina delle gare ufficiali sul generis, ottimale trampolino di lancio in proiezione maratone primaverili.
Da Treviso, passando per Padova, sino a Roma e quest'anno Milano City Marathon, con la quale si è aperto un ufficiale gemellaggio, le corse sulla distanza olimpica per eccellenza, hanno trovato una manifestazione ideale ed ufficiale in preparazione. Potremmo definirla come la "gemella diversa" della maratona.
Ma poi, guardandosi bene attorno, chi la corre scopre un ambiente incredibile, entro al quale si colloca la Belluno Feltre.
Sei a Belluno e prima di partire basta orientare lo sguardo a 360° per vedere la grandezza della montagna dolomitica, vette immense e spettacolari che abbandoni lentamente, con il monte Serva che ti saluta e sospinge mentre gli dai le spalle.
Carrozze trainate da cavalli ed auto elettriche come capofila, rendono l'idea dell'attenzione prestata all'ambiente. Qui' la regola è centrare i cesti dei rifiuti ai ristori , dove anche la differenziazione è un punto fermo, pena possibili sanzioni a norma di regolamento per i runners meno ecologisti.
Deve essere così, perché in quella domenica di marzo la provincia di Belluno si ferma , chiudendo il transito automobilistico della sua principale arteria che arriva dalla pianura veneta, arieggiando di fatto questo polmone dolomitico.
Scendendo la sinistra Piave il paesaggio inizia a mutare, quando è il territorio di Limana ad offrire allo sguardo i primi tratti prealpini, con quelle montagne che erano poco prima rocciose ed in breve divengono verdeggianti.
Il percorso, facile in apparenza, ondeggia e coccola il podista offrendogli visuali panoramiche che ispirano tranquillità, nonostante la fatica che via via aumenta.
Il passo ritmato è come uno scorrer di pagine, entrando nel territorio di Trichiana "città del libro" , la cui piazza è un vociare insistente di incitamento, da parte delle migliaia di persone che assistono a questa festa della corsa.
Mentre l'uomo corre , la storia si fa strada ed è presto tempo di incrociare con lo sguardo quell'arroccamento antico che è Mel e, poco oltre, l'ombra lunga che scende dal colle alla sinistra della falcata in costante incedere, proiettata da sua maestà il castello di Zumelle.
Avanzi accelerando perché ora la strada inizia a scendere, mentre ti avvicini a Lentiai ed il rumore soave del Piave, fiume sacro alla Patria, si fa più vicino. Altra piazza gremita e tanta, tantissima gente che grida la sua gratitudine all'uomo che corre, grazie al quale tutto per una mattinata si ferma, ridando un senso di libertà ai luoghi.
Ora l'uomo che corre non deve farsi ingannare, perché, oltre la chiusa che scavalca il bacino di Busche, si cela l'insidia. Ciò che prima era così rapido allo sguardo, ora diviene improvvisamente rallentato. Il colle del Casonetto è un autentica bastonata a chi, poco prima , si era fatto prendere dal ritmo della discesa. Adesso si sale. Certo, la salita è breve eppure...
Se si passa indenni, il resto è poesia, rullata di gambe verso Feltre.
Ci siamo, la rotonda di Pasquer immette in Feltre. Lassù in alto la torre che domina Piazza Maggiore; è il colle della antica Feltre. Dall'alto del Teatro della Sena paiono giungere le ultime goldoniane parole che incoraggiano.
D'un tratto si è sotto le mura storiche, la spianata e poi i suoni della festa, musica e richiami di chi commenta le gesta dell'uomo che corre, di colui che si affaccia al salotto buono della città, laddove Castaldi precedette Guthemberg; laddove l'ultimo passo fermerà il tempo.
Questa signori e signore è la Belluno Feltre.
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Belluno Feltre Run
Ambiente cultura e storia in trenta chilometri di corsa
di Alexander Geronazzo
Chi ha corso la Belluno Feltre almeno una volta, ne parla come di una top race ad ogni livello.
Una corsa evento, legata al territorio ed all'ambiente, capace di inserire al suo interno attività alternative come la camminata nordica, essendo di fatto la prima tappa del Nordic Walking in Tour, circuito nazionale al top nel walking con i bastoncini.
E poi la staffetta per chi ha meno chilometri nelle gambe o più voglia di ritmi elevati; in tre per squadra, con partenze e cambi ogni 10 chilometri.
Organizzazione a livello top marathon, servizi efficienti, innovazione, rispetto per l'ambiente, sono solo alcuni degli aspetti da sottolineare , guardando alla breve storia di questa corsa su strada.
Meno di una maratona e più di una mezza, ecco il senso che si riassume nella distanza atipica ma regolamentare dei 30km.
Una formula che da un paio di anni a questa parte attira tanto il top runner, quanto l'amatore, sino ad arrivare al cosiddetto "tapascione" domenicale.
Guardata ai suoi albori con malcelato sospetto, la Belluno Feltre si è ritagliata sin dalla prima edizione uno spazio preminente nel panorama delle corse su strada italiane.
Tanta è stata l'attenzione che i podisti gli hanno rivolto, da subito, che lo sguardo attento della federazione ci ha messo poco ad intuirne le potenzialità, tanto da omologarne il percorso sulla distanza regolamentare, applicandole di fatto il marchio di qualità che la ha promossa a regina delle gare ufficiali sul generis, ottimale trampolino di lancio in proiezione maratone primaverili.
Da Treviso, passando per Padova, sino a Roma e quest'anno Milano City Marathon, con la quale si è aperto un ufficiale gemellaggio, le corse sulla distanza olimpica per eccellenza, hanno trovato una manifestazione ideale ed ufficiale in preparazione. Potremmo definirla come la "gemella diversa" della maratona.
Ma poi, guardandosi bene attorno, chi la corre scopre un ambiente incredibile, entro al quale si colloca la Belluno Feltre.
Sei a Belluno e prima di partire basta orientare lo sguardo a 360° per vedere la grandezza della montagna dolomitica, vette immense e spettacolari che abbandoni lentamente, con il monte Serva che ti saluta e sospinge mentre gli dai le spalle.
Carrozze trainate da cavalli ed auto elettriche come capofila, rendono l'idea dell'attenzione prestata all'ambiente. Qui' la regola è centrare i cesti dei rifiuti ai ristori , dove anche la differenziazione è un punto fermo, pena possibili sanzioni a norma di regolamento per i runners meno ecologisti.
Deve essere così, perché in quella domenica di marzo la provincia di Belluno si ferma , chiudendo il transito automobilistico della sua principale arteria che arriva dalla pianura veneta, arieggiando di fatto questo polmone dolomitico.
Scendendo la sinistra Piave il paesaggio inizia a mutare, quando è il territorio di Limana ad offrire allo sguardo i primi tratti prealpini, con quelle montagne che erano poco prima rocciose ed in breve divengono verdeggianti.
Il percorso, facile in apparenza, ondeggia e coccola il podista offrendogli visuali panoramiche che ispirano tranquillità, nonostante la fatica che via via aumenta.
Il passo ritmato è come uno scorrer di pagine, entrando nel territorio di Trichiana "città del libro" , la cui piazza è un vociare insistente di incitamento, da parte delle migliaia di persone che assistono a questa festa della corsa.
Mentre l'uomo corre , la storia si fa strada ed è presto tempo di incrociare con lo sguardo quell'arroccamento antico che è Mel e, poco oltre, l'ombra lunga che scende dal colle alla sinistra della falcata in costante incedere, proiettata da sua maestà il castello di Zumelle.
Avanzi accelerando perché ora la strada inizia a scendere, mentre ti avvicini a Lentiai ed il rumore soave del Piave, fiume sacro alla Patria, si fa più vicino. Altra piazza gremita e tanta, tantissima gente che grida la sua gratitudine all'uomo che corre, grazie al quale tutto per una mattinata si ferma, ridando un senso di libertà ai luoghi.
Ora l'uomo che corre non deve farsi ingannare, perché, oltre la chiusa che scavalca il bacino di Busche, si cela l'insidia. Ciò che prima era così rapido allo sguardo, ora diviene improvvisamente rallentato. Il colle del Casonetto è un autentica bastonata a chi, poco prima , si era fatto prendere dal ritmo della discesa. Adesso si sale. Certo, la salita è breve eppure...
Se si passa indenni, il resto è poesia, rullata di gambe verso Feltre.
Ci siamo, la rotonda di Pasquer immette in Feltre. Lassù in alto la torre che domina Piazza Maggiore; è il colle della antica Feltre. Dall'alto del Teatro della Sena paiono giungere le ultime goldoniane parole che incoraggiano.
D'un tratto si è sotto le mura storiche, la spianata e poi i suoni della festa, musica e richiami di chi commenta le gesta dell'uomo che corre, di colui che si affaccia al salotto buono della città, laddove Castaldi precedette Guthemberg; laddove l'ultimo passo fermerà il tempo.
Questa signori e signore è la Belluno Feltre.
domenica 4 marzo 2012
23° chilometro, Ponte della Priula.. bolgia alla 9^Trevisomarathon
9^ Trevisomarathon
23° chilometro
Bolgia al Ponte della Priula
Sono passate da poco le cinque, Moreno scalda il furgone e si carica l'impianto. Oggi la nostra missione è animare Ponte della Priula, luogo sacro alla Patria col fiume Piave e il ponte stesso come cornice della storia e della corsa.
Sono le sei, finito di caricare si va.
Quando partiamo la pioggia annuncia un giorno difficile , eh sì perchè l'attrezzatura tecnica è incompatibile con l'acqua e coprire è sempre un dilemma da risolvere; i sacchi di plastica sulle casse incupiscono l'audio e noi odiamo acoltarci incupiti nell'aere.
C'è silenzio e pace attorno...è necessario romperlo in fretta.
Brevemente prendo contatto con "la Laura" di Radio Dee jay, chissà...La fortuna aiuta gli audaci e come altre volte alle sette e trenta la segreteria del supernetwork ci contatta.
Perfetto, Chiara di dà appuntamento alle nove!
Siamo ormai live da Ponte della Priula. Quattro casse in linea, un nuovo radiomicrofono e i lavoranti che, attorno, allestiscono le transenne adornate con gli striscioni degli sponsor. L'osteria Ciccheteria ci darà elettricità e noi fremiamo perchè abbiamo bisogno che l'audio sia perfetto.
Ore 8.30 , si va in diretta su Radio Dee Jay. Giusto tre minuti "volati" e "la Laura" a sottolineare:
Inizia ad arrivare la gente e alle nove la musica va...Copriamo in linea quasi un chilometro e mezzo, dico uno e mezzo, fatti non pugnette...
Moreno è alla console e ci accorgiamo che il nostro lettore audio non emette bassi...Eh no cappio, non oggi caspita!!!Imprecazioni colorite e cambio strumento, con mini lettore cd e siamo pronti...Sul doctor sound claudicante carichiamo "Jump" in attesa.
Si va avanti, attorno ormai diverse migliaia di persone...
In breve passa la 4^ Rollermarathon, i cicloni, le hand bike. La gente richiama e risponde agli inviti. E' un tripudio di applausi e voci, è una festa...
Ore 10.50 gli aerei storici sorvolano e ormai ho le prime notizie via radio. Sono davanti in due, Businei e Chemchir , ma dietro, al decimo Boudalia e Karlsson paiono attendere. Non ho notizie di Kwalia ma poi al passaggio lo vedrò con i battistrada...
Si comincia e passano in tre, ma Businei è lepre designata, sappiamo che si fermerà. Informo il pubblico che dietro anche Boudalia è una lepre, ma quando passerà, lui atleta ormai locale dall'indubbio carisma con una schiettezza che ci piace da matti, noi dovremo essere pronti a fargli sentire quanto sia alto il tifo per l'italiano piu' in forma.
Così è, passa Said con l'islandese Karlsson, presentato con i degni crismi, ma Boudalia è un amico e lì si cela l'intoppo del non poter non essere tifoso...Il publico aizzato agita le transenne ed urla "forza Said", e lui risponde perchè ha capito...
Dietro tardano è una maratona con stacchi temporali inconsueti, ma iniziano ad arrivare e via via prendo il centro della carreggiata e si va avanti...
E' un continuo chiamare e rispondere è una rincorsa al giusto incitamento, è un invito a battere il cinque!!!
Ad un certo punto mi compare un calice di prosecco nelle mani ed in lontananza si scorge un nuovo drappello...Lo offro a chi ha il coraggio...Si fermano in due e fanno a mezzo...Bevono di gusto il nettare della Marca gioiosa.
Poi il momento...
Palloncini arancio avanzano, io oggi dedico la mia presenza a loro...
Pochi passi ancora e sono a a vista...Il volume sale progressivo...Nove nomi decine di mercurini attorno alle loro carrozzine. Sono gli amici di Diego. Jump è alta nell'aria di Ponte della Priula...
L'apoteosi del pubblico, la gioia degli amici trasportanti e di chi li spinge è oltre...davvero oltre...Una bolgia al 23°...
Mi ritiro qualche secondo nel gazebo...Me l'avete fatta "amici di Diego". Quanta e quanto grande questa incancellabile emozione...
Chiudo quì con alcuni ricordi finali:
...la seconda comitiva di disabili in carrozzina, Team unitalsi-playlife... qualche metro in corsa con loro in maglia azzurra e ancora Jump e gioia in volto reciprocamente sentita e vispa!
...il ladro inseguito dal gendarme...lo avrà preso?
...Il signore indomito coi baffoni bianchi, tal Adriano fermo lì ad ascoltare le cacchiate dello speaker...
...le bariste di fronte e quelle della Ciccheteria, con ovviamente l'oste, tutti gentili e coinvolti.
...nel momento centrale guardo e vedo direi cinquemila persone attorno.
Mi volevano al traguardo, ho scelto di attendere tutti voi, da Businei a Miomir Savic, testa e coda di una corsa che è molto di piu'.
.... senza di voi, amici della corsa, io.... una voce persa nel nulla.
Vi stimo.
Lo speaker di strada!
PS: chi ha vinto? I tempi? Li trovate quì:
http://www.tds-live.com/ns/index.jsp?login&password&is_domenica=0&nextRaceId&dpbib&dpcat&dpsex&pageType=1&id=4378&servizio=000&locale=1040
domenica 19 febbraio 2012
Spaeker Ufficiale alla 9^TREVISOMARATHON
9^ TREVISOMARATHON : 4 marzo 2012
SPEAKER UFFICIALE a Ponte della Priula
Dopo la bella esperienza del 2011 sono stato richiamato e confermato tra gli speakers della 9^TrevisoMarathon.
Da parte mia il grande ringraziamento a tutta l'organizzazione, in modo particolare a Mauro Ferraro, per questa conferma che mi riconsegna il palco sul Ponte della Priula.
Una nota a parte anche il coinvolgimento del mio romanzo, Il corridore di mezza via (www.ilcorridoredimezzavia.blogspot.com) pubblicizzato e segnalato da Trevisomarathon attraverso le newsletter, segno di un rapporto che si fonda non solo su una fiducia prettamente di carattere tecnico o professionale.
Dall'EXPO del 3 marzo, all'interno del quale sarò tra coloro che animeranno "La Ghirada", sarà un susseguirsi di emozioni.
Emozioni per me grandissime se penso ai nomi degli altri commentatori "live" on the road, Paolo Mutton e Roberto Brighenti.
Info sulla maratona si trovano su www.trevisomarathon.com
SPEAKER UFFICIALE a Ponte della Priula
Dopo la bella esperienza del 2011 sono stato richiamato e confermato tra gli speakers della 9^TrevisoMarathon.
Da parte mia il grande ringraziamento a tutta l'organizzazione, in modo particolare a Mauro Ferraro, per questa conferma che mi riconsegna il palco sul Ponte della Priula.
Una nota a parte anche il coinvolgimento del mio romanzo, Il corridore di mezza via (www.ilcorridoredimezzavia.blogspot.com) pubblicizzato e segnalato da Trevisomarathon attraverso le newsletter, segno di un rapporto che si fonda non solo su una fiducia prettamente di carattere tecnico o professionale.
Dall'EXPO del 3 marzo, all'interno del quale sarò tra coloro che animeranno "La Ghirada", sarà un susseguirsi di emozioni.
Emozioni per me grandissime se penso ai nomi degli altri commentatori "live" on the road, Paolo Mutton e Roberto Brighenti.
Info sulla maratona si trovano su www.trevisomarathon.com
domenica 12 febbraio 2012
Simukeka e la Ricotta, Re e Regina delle nevi, alla 11^ maratonina della Vittoria Alata
Il ruandese Jean Baptiste Simukeka vince sotto la neve la Maratonina Vittoria Alata.
Tra le donne, Giovanna Ricotta si impone a sorpresa battendo la Nyiransabimana.
La maratonina a Vittorio Veneto si è corsa sotto la neve incessante.
Tra i partenti Carolina Monaci (Nordic walking Malcesine) e Paolo Masiero (Argo Nordic walking Team) che hanno testato la mezza maratona in tecnica camminata nordica.
Alla fine si è svolta, nonostante una neve persistente dalla prima mattina, nel suo scendere copiosa.
Alle nove e mezza da Piazza del Popolo sono partiti in 400, piu' uno sparuto gruppetto che ha partecipato alla dieci chilometri non competitiva.
Gara dal ritmo non elevato, come era evidentemente da attendersi date le condizioni di un percorso, pur in sicurezza nel suo essere lievemente innevato.
Una edizione da tregenda con temperature bassissime che ha messo a dura prova i singoli partecipanti.
Gara al maschile che ha visto sin dall'inizio una fuga importante partire dal primo chilometro, con Simukeka (Orecchiella Garfagnana) a portarsi dietro il giovane keniano Hosei Kisorio (Atletica castello). Dopo i primi cinque chilometri, da dietro ha cercato di rinvenire il trentino Giancarlo Simion (Silca Ultralite) che si è ricongiunto ed ha tentato l'attacco proprio prima della metà gara, transitando con qualche metro di vantaggio al nono chilometro, sulla coppia africana.
Il tentativo è stato subito rintuzzato , con Simukeka che ne ha approfittato per rilanciare una azione che ha lasciato sul posto l'italiano, provocando anche un allungo su Kisorio.
Ad un ritmo medio di 3'15'' al km, il ruandese andava a chiudere da vincitore la gara con il tempo di 1.08.14 , precedendo di circa venti secondi il piu' diretto inseguitore , Kisorio appunto.
Terza posizione per Peter Bii e quarto l'altro keniano Daniel Ngeno. Al quinto posto il muscolare Fabio Bernardi, pronto ad approfittare del calo di Simon (6°), nel finale.
In ambito femminile la maratonina ha vissuto i primi 15 km in monotonia, con la ruandese Angelina Nyiransabimana sempre davanti, ma poi, verso il 16° km la sorniona Giovanna Ricotta dopo essere stata alle calcagna dell'avversaria, seguendola a vista, si è ricongiunta all'atleta di colore ed ha cercato un allungo poi rivelatosi vincente. Al primo posto quindi la portacolori della Salcus che ha preceduto, in un tempo di (1.21.08), la piu' quotata avversaria "colored" ed alle loro spalle la giovane promettente Silvia Serafini.
Risultati cronometrici modesti ma alla fine gara da ricordare tra le piu' suggestive.
Le classifiche complete:
> http://www.tds-live.com/ns/index.jsp?login=&password=&is_domenica=0&nextRaceId=&dpbib=&dpcat=&dpsex=&servizio=000&pageType=1&locale=1040&id=4608
Tra le donne, Giovanna Ricotta si impone a sorpresa battendo la Nyiransabimana.
La maratonina a Vittorio Veneto si è corsa sotto la neve incessante.
Tra i partenti Carolina Monaci (Nordic walking Malcesine) e Paolo Masiero (Argo Nordic walking Team) che hanno testato la mezza maratona in tecnica camminata nordica.
Alla fine si è svolta, nonostante una neve persistente dalla prima mattina, nel suo scendere copiosa.
Alle nove e mezza da Piazza del Popolo sono partiti in 400, piu' uno sparuto gruppetto che ha partecipato alla dieci chilometri non competitiva.
Gara dal ritmo non elevato, come era evidentemente da attendersi date le condizioni di un percorso, pur in sicurezza nel suo essere lievemente innevato.
Una edizione da tregenda con temperature bassissime che ha messo a dura prova i singoli partecipanti.
Gara al maschile che ha visto sin dall'inizio una fuga importante partire dal primo chilometro, con Simukeka (Orecchiella Garfagnana) a portarsi dietro il giovane keniano Hosei Kisorio (Atletica castello). Dopo i primi cinque chilometri, da dietro ha cercato di rinvenire il trentino Giancarlo Simion (Silca Ultralite) che si è ricongiunto ed ha tentato l'attacco proprio prima della metà gara, transitando con qualche metro di vantaggio al nono chilometro, sulla coppia africana.
Il tentativo è stato subito rintuzzato , con Simukeka che ne ha approfittato per rilanciare una azione che ha lasciato sul posto l'italiano, provocando anche un allungo su Kisorio.
Ad un ritmo medio di 3'15'' al km, il ruandese andava a chiudere da vincitore la gara con il tempo di 1.08.14 , precedendo di circa venti secondi il piu' diretto inseguitore , Kisorio appunto.
Terza posizione per Peter Bii e quarto l'altro keniano Daniel Ngeno. Al quinto posto il muscolare Fabio Bernardi, pronto ad approfittare del calo di Simon (6°), nel finale.
In ambito femminile la maratonina ha vissuto i primi 15 km in monotonia, con la ruandese Angelina Nyiransabimana sempre davanti, ma poi, verso il 16° km la sorniona Giovanna Ricotta dopo essere stata alle calcagna dell'avversaria, seguendola a vista, si è ricongiunta all'atleta di colore ed ha cercato un allungo poi rivelatosi vincente. Al primo posto quindi la portacolori della Salcus che ha preceduto, in un tempo di (1.21.08), la piu' quotata avversaria "colored" ed alle loro spalle la giovane promettente Silvia Serafini.
Risultati cronometrici modesti ma alla fine gara da ricordare tra le piu' suggestive.
Le classifiche complete:
> http://www.tds-live.com/ns/index.jsp?login=&password=&is_domenica=0&nextRaceId=&dpbib=&dpcat=&dpsex=&servizio=000&pageType=1&locale=1040&id=4608
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"Bacco maledetto". Il monologo
"Ciò che segue è qualcosa di breve, ma non troppo…di forte, quanto basta…di vero, questo sì. Dal palco la voce vi arrivi come la naturale conclusione di uno spettacolo, andato in scena e messo in musica,per raccontare un testo. Un tratto di vita vissuta un pezzo dell’Alex pensiero.Non sarò prolisso, voglio essere concreto. Questa serata è dedicata a Bacco, colui che per me è stato “Il maledetto”.Il significato c’è, non dubitate, non è finzione artistica.La realtà che mi ha attraversato la vita da capo a piedi ruota attorno ad un maledetto vizio. Badate, non son certo il tipo d’uomo che pontifica sapienza, non ne avrei le basi, non sono colui che insegna. Però, senza smentire il mio essere, non posso non raccontarvi qualcosa che è triste ed attuale e di per se non ha bisogno d’esser insegnato, si spiega da solo. Lo faccio perché non ho scritto per bearmi di me stesso ma tentando una via in più per rendermi utile. Bacco maledetto è il titolo ideale del pensiero che ho in mente questa sera. Io, orfano di due padri, traditi dallo stesso inganno, beffati da un nemico che si nasconde e vince la guerra di logoramento ai danni dell’essere umano. Penso a quei ragazzi, poco più che bambini, che sostano ore ed ore davanti a un bar. Passo e ripasso, passeggiando li studio. Sarebbe facile generalizzare,lo so bene che non tutti cadranno nel problema, ma qualcuno sì. Ho guardato l’alcolismo con gli occhi di un figlio, ne ho compreso gli effetti scrutandolo da uomo ed ora, quando il conto sembra chiuso e la partita persa, voglio continuare ad alzare lo sguardo e parlare. Parlarne…E’ importante! L’alcolismo è il tema che il titolo introduce con fare artistico.Capitemi! Salgo su questo palco per parlare ad una platea di quel che ho scritto.Per questo voglio spiegarmi bene. Non si compone un libro in versi se nella mente tutto fosse prosaico. Eccomi al dunque, tutto ciò che è scritto viene da dentro, è qualcosa di impresso con inchiostro indelebile nella mia storia di essere umano, condizionata da un vizio perfido,silente e malefico. Ma so bene che la mia è una storia comune, specie qui da noi. Chi di voi non conosce un alcolista? Chi non è al corrente di una storia di disagio famigliare dovuto a chi abusa dell’alcool? Se andassimo ad alzata di mano sarebbe una totalità di braccia conserte. In questi primi trent’anni io me ne sono voluto tenere distante. Ho fatto una scelta cui poche volte non ho mantenuto fede, Non bevo alcolici! Attenti, così è certamente troppo, ma vorrei che suonasse come un invito alla moderazioneper chi abusa e per chi distribuisce abuso.Attenti ragazzi!L’alcool può uccidere. Preso a piccole dosi è un piacevole compagno.È collante della compagnia.Occhio quindi,che il vostro volto non perda freschezza,che lo sguardo sia sempre lucido ed attento.In campanache la via della vita,se inondata d’alcool, può diventare scivolosa.In men che non si dica e senza dare tempo di reazione.Agli adulti che sanno ciò che fannovoglio dire soltanto di essere consapevoli,che la bevuta in compagnia e la sbronza sono cose ben diverse.Come diverse sono le reazioni connessealla troppa assunzione di questo elemento, tollerato e tollerabile fintanto che non assuma gli effetti di una qualsiasi droga.Io non parlo per sentito dire,ho visto e vissuto,penso di averne titolo.Dedico questa serata ai miei due papà,loro sanno se ho facoltà di parlare.Capiranno e spero saranno fieri,che a loro modo e senza forse capirlo hanno insegnato molto della vita a questo invisibile contemplatore."
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