ALEX GERONAZZO "Lo speaker for passion"

" Ho voglia di dare voce al vento dello sport "

domenica 11 luglio 2010

A Lentiai Marco e Nicola Spada profeti in patria

Pedalando e Correndo a Lentiai.
I più veloci sono Marco e Nicola Spada.
Assegnati anche i titoli di campione provinciale bellunese, delle categorie Esordienti (A-B-C), Ragazzi e Cadetti.



Nella stradale a coppie, sulla distanza dei 6600m a staffetta divisi per due, nell'ambito del Trofeo You & Me - Me e Ti, seconda di tre prove nelle serate di podismo estivo in sinistra Piave, i due fratelli battono le resistenze della coppia composta da Denis Reolon(Atletica Dolomiti) e Ruben Mione. I due portacolori del Gs Valsugana, hanno vita relativamente facile, lanciando nella prima staffetta un Marco Spada sul piede dei 10' e 04", occupato a tenere a bada Reolon e, leggermente più staccato Adriano Pagotto, primo staffettista dell'Atletica Vittorio Veneto, poi seguito dal compagno Alberto Da Riz. Secondo giro che vede assoluto protagonista Lucio Sacchet (La Piave 2000), consegnato alla statistica come miglior "time" di serata, sotto i 10 minuti. La battaglia per le posizioni del podio vede perà Nicola Spada (10'16''), regolare l'inseguitore più immediato , Ruben Mione (Pro Loco Trichiana) e appunto la coppia vittoriese già citata.
Tra le coppie miste, ancora una affermazione per il duo composto da Stefania Satini (Atl.Dolomiti) e Don Franco Torresani (Atl.CMB Trento), davanti a Basei-Moro e De Poi-Salvador.
In campo prettamente femminile è la coppia dell'Atletica Vittorio Veneto, composta da Mara Golin e Sara Tomè ad avere la meglio su tutte le altre.
Nella serata lentiaiese assegnati i titoli maschile e femminile per le categorie Esordienti-Ragazzi-Cadetti, di campione provinciale di corsa su strada bellunese 2010.
Andata in scena in avvio di kermesse. anche la prova in Mountain Bike, per le categorie giovanili, da G1 a G6 e promozionali.
Per quanto mi riguarda, ancora una volta ringrazio il Gs la Piave 2000 ed i suoi dirigenti, con in testa Johnny Schievenin, che continuano a volermi speaker ufficiale delle loro manifestazioni.
Per me, la zona della valbelluna è un area particolarmente apprezzata, dove presento volentieri e mi ritrovo tra amici ed in questo caso ero alla mia prima apparizione a Lentiai, dove ho potuto anche apprezzare l'ospitalità ed il calore della Pro Loco di Lentiai, "capeggiata" dalla giovane presidentessa Veronica Zaccaron, con la quale ho condiviso davvero volentieri il palco premiazioni.
Un ringraziamento anche ai tecnici audio della "New Dance", ripetendo ancora che uno speaker senza la professionalità tecnica degli addetti audio è uno speaker poco più che ametà delle sue possibilità.
Info e classifiche sul Trofeo e sulla singola gara in:


www.lapiave2000.webnode.com

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"Bacco maledetto". Il monologo

"Ciò che segue è qualcosa di breve, ma non troppo…di forte, quanto basta…di vero, questo sì. Dal palco la voce vi arrivi come la naturale conclusione di uno spettacolo, andato in scena e messo in musica,per raccontare un testo. Un tratto di vita vissuta un pezzo dell’Alex pensiero.Non sarò prolisso, voglio essere concreto. Questa serata è dedicata a Bacco, colui che per me è stato “Il maledetto”.Il significato c’è, non dubitate, non è finzione artistica.La realtà che mi ha attraversato la vita da capo a piedi ruota attorno ad un maledetto vizio. Badate, non son certo il tipo d’uomo che pontifica sapienza, non ne avrei le basi, non sono colui che insegna. Però, senza smentire il mio essere, non posso non raccontarvi qualcosa che è triste ed attuale e di per se non ha bisogno d’esser insegnato, si spiega da solo. Lo faccio perché non ho scritto per bearmi di me stesso ma tentando una via in più per rendermi utile. Bacco maledetto è il titolo ideale del pensiero che ho in mente questa sera. Io, orfano di due padri, traditi dallo stesso inganno, beffati da un nemico che si nasconde e vince la guerra di logoramento ai danni dell’essere umano. Penso a quei ragazzi, poco più che bambini, che sostano ore ed ore davanti a un bar. Passo e ripasso, passeggiando li studio. Sarebbe facile generalizzare,lo so bene che non tutti cadranno nel problema, ma qualcuno sì. Ho guardato l’alcolismo con gli occhi di un figlio, ne ho compreso gli effetti scrutandolo da uomo ed ora, quando il conto sembra chiuso e la partita persa, voglio continuare ad alzare lo sguardo e parlare. Parlarne…E’ importante! L’alcolismo è il tema che il titolo introduce con fare artistico.Capitemi! Salgo su questo palco per parlare ad una platea di quel che ho scritto.Per questo voglio spiegarmi bene. Non si compone un libro in versi se nella mente tutto fosse prosaico. Eccomi al dunque, tutto ciò che è scritto viene da dentro, è qualcosa di impresso con inchiostro indelebile nella mia storia di essere umano, condizionata da un vizio perfido,silente e malefico. Ma so bene che la mia è una storia comune, specie qui da noi. Chi di voi non conosce un alcolista? Chi non è al corrente di una storia di disagio famigliare dovuto a chi abusa dell’alcool? Se andassimo ad alzata di mano sarebbe una totalità di braccia conserte. In questi primi trent’anni io me ne sono voluto tenere distante. Ho fatto una scelta cui poche volte non ho mantenuto fede, Non bevo alcolici! Attenti, così è certamente troppo, ma vorrei che suonasse come un invito alla moderazioneper chi abusa e per chi distribuisce abuso.Attenti ragazzi!L’alcool può uccidere. Preso a piccole dosi è un piacevole compagno.È collante della compagnia.Occhio quindi,che il vostro volto non perda freschezza,che lo sguardo sia sempre lucido ed attento.In campanache la via della vita,se inondata d’alcool, può diventare scivolosa.In men che non si dica e senza dare tempo di reazione.Agli adulti che sanno ciò che fannovoglio dire soltanto di essere consapevoli,che la bevuta in compagnia e la sbronza sono cose ben diverse.Come diverse sono le reazioni connessealla troppa assunzione di questo elemento, tollerato e tollerabile fintanto che non assuma gli effetti di una qualsiasi droga.Io non parlo per sentito dire,ho visto e vissuto,penso di averne titolo.Dedico questa serata ai miei due papà,loro sanno se ho facoltà di parlare.Capiranno e spero saranno fieri,che a loro modo e senza forse capirlo hanno insegnato molto della vita a questo invisibile contemplatore."

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