Questa sera, al Ristorante Hotel "Al Moro", di Mel (BL), ho presentato l'anteprima ufficiale alla stampa e al pubblico, della 6^edizione della Prealpi Marathon, la gara che tra il giorno 8 e il 9 maggio, vedrà protagonisti della valbelluna e della cordigliera prealpina bellunese, le tre discipline, Corsa, MTB e Nordic walking. 60Km in MTB, nella gara della Veneto Cup, partenza ed arrivo nella meravigliosa piazza di Mel. Nella prova Run, partenza da malga Montegal (comune di Limana), per un totale di 25 km che si concluderanno, con l'arrivo in simbiosi con i bikers. la corsa è valevole per la combinata con la 39^ Due Rocche (Mezza Marathon), svoltasi il 25 aprile a Cornuda (TV). Ecco poi l'emergente Nordic Walking, che partirà da Lentiai, snodandosi su di un percorso di 12 km, in ambito NordicWalkingInTour2010.
Info dettagliate in www.prealpimarathon.it
ALEX GERONAZZO "Lo speaker for passion"
" Ho voglia di dare voce al vento dello sport "
giovedì 29 aprile 2010
15^ VALDOBBIADENE-PIANEZZE, Presentazione ufficiale
Con Renato Baratto (Presidente Valdogroup)
Con il sindaco di Valdobbiadene Bernardino Zambon
Con i grandi capi...da sinistra Baratto, Vanzin, GuerraQuesta sera sono rientrato al commento, facendolo in una occasione davvero speciale.
Alla presenza di un pubblico numeroso, con numerose autorità e la carta stampata, assieme alla TV, si è svolta la presentazione ufficiale della 15^ Edizione della Cronoscalata Valdobbiadene Pianezze.
La data, spostata di una settimana rispetto al solito, sarà il 16 maggio, con la consueta partenza da Piazza Marconi , salendo gli oltre 800metri di dislivello, in circa 6 km, prima di approdare a Pianezze.
Sono intervenuti, i rappresentanti dei comuni di Vidor e Segusiono, legati a rapporti di vicinanza e collaborazione storica, per quanto riguarda il primo, mentre per la parte segusinese, la vice sindaco Serafini ha voluto ringraziare le due organizzazioni, Valdo/Pianezze e N'dar e Tornar dal Doc, per la seconda edizione della Combinata del Piave, riprogrammata anche nel 2010, dopo l'esordio positivo del 2009 che vide coinvolta anche la campo-SanDaniele-Campo, con vittorie, nel mini circuito, di Giacomo Vettorel e Martina Brustolon.
Intervento interessante di Oddone Tubia, presidente della Fidal Treviso, che ha chiesto ufficialmente agli organizzatori, la disponibilità affinchè la cronoscalata più conosciuta nel Veneto, sia presto campionato Regionale di Corsa in Montagna.
Tra il pubblico alti gradi del Corpo Forestale dello Stato, hanno degnamente rappresentato e richiamato la figura di quel Lucio Fregona, che vestendo la maglia del GS Forestale, stabilì, nel 1996, anno in cui fu Campione mondiale, il record della salita, in 32'07", mettendosi alle spalle campioni del calibro di Dino Tadello e Maurizio De Zolt ( che vestiva ancora la maglia azzurra di fondo). Più volte citato, il campionissimo di Monfumo è leader incontrastato come numero di vittorie nella gara, avendo conquistato oltre 2/3 delle edizioni.
Nel ripercorrere tappe e storia della cronoscalata , Renato Baratto, presidente del Valdogroup e membro dell'organizzazione, ha sottolineato la valenza anche sociale di un evento che da sempre devolve a scopo benefico, buona parte dei proventi, rivelando anche l'obiettivo di far vivere e promuovere una montagna, che io mi sono permesso di definire come "una finestra nel cielo, che guarda il mare".
Svelato anche il ricco pacco gara, in cui si troveranno una bottiglia del miglior "Col Vetoraz", una maglia polo stilizzata, una confezione di pasta Zara, azienda già fornitore della nazionale di calcio italiana.
Intervento conclusivo di un emozionatissimo sindaco di Valdobbiadene, suo malgrado poi coinvolto da qualcuno, che gli ha estorto la promessa di partire con uno dei pettorali più bassi, tra i primi, andando poi ad attendere i suoi ospiti sulla cima.
Bella cornice, quella delle scuole di Santo Stefano, ove è ubicata la mostra del cartizze e ove l'azienda Col Vetoraz, principale sponsor dell'evento e realtà pluripremiata in Vinitaly e non solo, ha fatto gli onori di casa, ricevendo al meglio i numerosi ospiti.
Per me una bella emozione, che già lo scorso anno vissi, in sostituzione dello speaker storico, titolare del microfono e grande maestro del commento Aldo Masi, per fare la cronaca della gara vinta da Cassi e dalla Brustolon.
Nel 2009 confidai ad un amico che avrei fatto di tutto per essere lo speaker della Valdobbiadene-Pianezze, alla quale mi lega un particolare rapporto con il percorso ma soprattutto con le persone. Oggi posso dire che l'emozione di rientrare in corsa, nel mio ruolo, in una occasione così importante, mi rende particolarmente orgoglioso e sono certo che potrò presentare una 15^ grandissima, nuova edizione.
Alexander Geronazzo
lunedì 26 aprile 2010
SONO ISTRUTTORE DI CAMMINATA NORDICA DELLA SCUOLA ITALIANA NORDIC WALKING


Ciao a tutti, istruttori, master , corsisti , che hanno partecipato al corso di Martellago e a tutti coloro che ci hanno preceduto nell'albo istruttori o soltanto appassionati di Nordic Walking.
Per me sono stati due giorni impegnativi ma belli, per di più, io speaker, abituato a parlare, stavolta sono stato piacevolmente ad ascoltare.
Devo dire che ho trovato competenza, serietà, passione e quell'elemento in più, fondamentale, che è la simpatia, sia in Claudio Slomp , con cui abbiamo interagito per due giorni, ma è stato un vero piacere passare una giornata con Pino Dellasega, che ha dimostrato sul campo ciò che significa essere considerato un "guru" della disciplina, per mille motivi, alcuni dei quali realmente coinvolgenti sul piano emozionale. Un grazie ai preziosi consigli tecnici di Stefano Orsato e alla naturale sensibilità di Valentina Lanz. Luciano Biasini poi, ottimo padrone di casa nello splendido scenario del Parco dei Laghetti, che la domenica mattina ovvero ieri, mi sono alzato alle sei, per poter vivere all'alba la sua piena unicità. Un allenamento solitario, con l'odore ed il profumo della primavera mattutina, tra il verde dell'immenso prato centrale e le splendide viuzze tra i tre laghetti, già di buon'ora fitti di pescatori, corridori, ciclisti e camminatori, un pò incuriositi da quell'incedente "omino bianco bastonato",che poi sarei io...
Era da molto che non lavoravo in assieme in una sorta di classe studentesca e devo dire a tutti voi, che vi ho percepito come ottime persone, completati in un gruppo in cui la spontaneità, la timidezza, spensieratezza e ancora simpatia, con anche quel tocco di sana graziosità femminile che non è certo mancata.
Io sono uno speaker, o se volete commentatore sportivo, che agisce in svariati ambienti, tra i quali il trail running e sovente anche nel nordic walking. Il nordic Wlaking lo conosco dal 2006 , lo pratico dal 2007, ma ho iniziato ad affinare la tecnica negli ultimi due anni ed ora eccomi quà, istruttore della ScuolaItaliana Nordic walking. Un piacere ed un onore! Nel 2009 ho partecipato a svariati eventi, per lo più legati al "nordic walking in tour", circuito veneto, in cui venivano assegnati anche premi, in base a velocità o tempistica media nella percorrenza delle diverse tappe, giungendo bene o male, a ridosso dei primi, ma mai con loro, altrimenti avrei dovuto probabilmente correre e questo, nel nw non si fa...
Se volete mi trovate attraverso:
la e-mail alexandergeronazzo@virgilio.it
il blog www.alexgeronazzo.blogspot.com
o magari in facebook...
Per chi volesse, mi potrà anche ritrovare, con il nome d'arte o pseudonimo ArGo, quale autore del romanzo web, leggibile gratuitamente, che è "Il Corridore di mezza via", opera il cui finale saraà svelato solo in una prossima versione stampata, ma che ad oggi conta 45 capitoli e oltre 4000 visitatori. E' inoltre anche portato in scena in versione teatrale dall'attore ex di Zelig, Franzikus Vendrame, che peraltro è Master Instructor di Nordic Walking. Quindi chi volesse provare a leggermi può farlo liberamente in:
http://www.runnerspercaso.it/forum/view ... f=20&t=729
Che altro dire? Basta così, se non che sono orgoglioso di essere entrato a far parte della Scuola Italiana Nordic Walking e ritenuto all'altezza di rappresentarne la figura di uno dei già moltissimi istruttori.
Mi auguro che ci si possa reincontrare presto.
Quindi ciao a tutti, dallo speaker veneto "Speaker for passion" Alex Geronazzo (ArGo)
sabato 17 aprile 2010
Per aspera ad astra...(Lungo le asperità...sino alle stelle)
L'ultimo laccio alle stringhe,
l'ultima preghiera
prima della partenza...
Un vecchio castello,
un' antica profezia
dietro le spalle
dell'uomo
che sfida il trail,
della donna che sa chi è...
che punta al traguardo.
Ora ,
lì,
a mezza strada,
dalla torre in alto,
Soleste e Moroello,
custodi eterni
della Bardi
che v'attende...
Il passaggio, la notte...
il riposo
o la tenebrosa corsa.
L'appennino v'accompagni...
fin là,
ove il Ponte Gobbo
testimonierà l'impresa,
di voi novelli abati.
Siate fieri
d'essere gli sfidanti
d'un mito,
attori e protagonisti
d'una pellicola
che rimarrà ai posteri...
Per aspera
ad astra...
L'ultimo laccio alle stringhe,
l'ultima preghiera
prima della partenza...
Un vecchio castello,
un' antica profezia
dietro le spalle
dell'uomo
che sfida il trail,
della donna che sa chi è...
che punta al traguardo.
Ora ,
lì,
a mezza strada,
dalla torre in alto,
Soleste e Moroello,
custodi eterni
della Bardi
che v'attende...
Il passaggio, la notte...
il riposo
o la tenebrosa corsa.
L'appennino v'accompagni...
fin là,
ove il Ponte Gobbo
testimonierà l'impresa,
di voi novelli abati.
Siate fieri
d'essere gli sfidanti
d'un mito,
attori e protagonisti
d'una pellicola
che rimarrà ai posteri...
Per aspera
ad astra...
(ArGo - 2010)
Ecco, il prossimo appuntamento sta per avvicinarsi, ho scritto una modesta ode verso una grande corsa di 125 km, per un dislivello positivo di 5500 metri.
Sono oltre 300 gli atleti iscritti, che parteciperanno in 3 opzioni, la tappa unica, la doppia tappa ( 2 da circa 60km) e la gara a coppie in doppia tappa , il Twin Team appunto.
Sarò al commento per il secondo anno, nonostante il gran pensare della vigilia, per poter coordinare varie problematiche personali. Alla fine, grazie anche alla comprensione di chi mi dà lavoro ogni giorno, sarò lì. A Pontremoli il 30 aprile, provincia di Massa Carrara, nella Toscana, in un centro storico culturale contraddistinto dal Castello del Piagnaro e da molte altre peculiarità storiche ed artistiche, tra le quali il teatro Della Rosa, celebre per aver dato i natali ap Premio Letterario Bancarella. Chi mi conosce sa, quanta emozione possa provare entrandovi ancora una volta. La partenza sarà data il 1° maggio, con due gruppi sfalsati di un'ora. I più mattinieri, che poi diverranno runners nottambuli, saranno i 120 partenti della tappa unica. Volti noti del panorama ultra trail nazionale ed internazionale, saranno al via o testimonieranno il valore di una manifestazione che va molto oltre lo sport, alla riscoperta dell'antica via degli abati irlandesi. Testimonial già più volte presente alle varie presentazioni, è quel signore della montagna che porta addosso il nome fiero dell'ultra italianesimo, tal Marco Olmo. saranno presenti anche Stefano Sartori, ma pure il campione uscente, il vicentino Remo Lavarda. La conferma di Lorenza Visentin al via, pone una attenzione netta sul parterre femminile che vedrà sfilare anche Maria Ilaria Fossati, altra icona della corsa endourance. Una corsa che vedrà presente anche nomi dello spettacolo e dell'editoria specializzata, con Giovanni Storti (speriamo), Pietro Trabucchi e Franz Rossi che, per X-RUN, saranno protagonisti nono solo nella competizione (Rossi al via), ma anche in un pre briefing a teatro il 30/04 alle 16.30. Major information in www.theabbotsway.com .
La gara attraverserà le province emiliane di Parma, con l'arrivo della prima tappa ed il passaggio intermedio a Bardi, al cospetto della celebre rocca. I monti appenninici accompagneranno poi i passi degli atleti, verso il territorio piacentino, dove li attenderà il trionfale arrivo a Bobbio , pochi metri dopo aver attraversato il ponte Gobbo, teatro della sconfitta romana per mano di Annibale...
Che cosa dovrei aggiungere? Un gran ringraziamento agli organizzatori, che nonostante vivano in un area in cui il professionismo di commento è ampio e latente, han voluto me fortemente, più di quanto mai abbia fatto qualcuno perchè fossi io a presentare una manifestazione.
Io non aggiungerò molto altro, se non il solito motto, speriamo sigillo di garanzia...Alex c'è!
lunedì 22 marzo 2010
Sociale ed antisociale (ArGo)
Sociale ed antisociale
Forse sono questo...
e se così non è
vorrei almeno...
Perseguire l'ideale
affinchè non resti tale...
Evitare l'ipocrisia
di chi si spaccia per coerente...
L'indecisione...
... non votare a sinistra
solo per moda
o per salvare l' apparenza.
Stanco dei pinguini,
che con indice puntato al cielo,
parlano...
a migliaia di caproni inebetiti...
Deciso...
a non prenderlo nel culo,
da dotti deficienti
camuffati da sapienti.
(ArGo)
Forse sono questo...
e se così non è
vorrei almeno...
Perseguire l'ideale
affinchè non resti tale...
Evitare l'ipocrisia
di chi si spaccia per coerente...
L'indecisione...
... non votare a sinistra
solo per moda
o per salvare l' apparenza.
Stanco dei pinguini,
che con indice puntato al cielo,
parlano...
a migliaia di caproni inebetiti...
Deciso...
a non prenderlo nel culo,
da dotti deficienti
camuffati da sapienti.
(ArGo)
Il corridore di mezza via è lettura ospedaliera
Il corridore di mezza via è lettura ospedaliera
di ArGo » oggi, 15:37 sul forum runnerspercaso.it
La prendo sul ridere, perchè quel giorno, a parte la spavalderia iniziale, passata appena varcata la porta della sala operatoria, ho riso poco e ricordo pochissimo.
Una cosa la ricordo però. Mi ero portato appresso tutto il racconto stampato, per correggere, durante la degenza. Premesso che io non lo ho fatto, perchè fisicamente e mentalmente, proprio non riuscivo a stare concentrato, la cosa che rammento è che, mia moglie Moira, ha preso il racconto e per tutto il pomeriggio, dopo l'operazione leggeva ad alta voce e sottolineava gli errori. Io, in uno "stupefacente" dormiveglia, seguivo sbadatamente. Eppure , mi sono reso conto, che la storia aiuta a stare tranquilli, conciliando il riposo mentale. Insomma, quel pomeriggio, che doveva essere di sofferenza è stato lenito, da quello che ora posso dire essere un bel racconto, profondo ed intenso, come anche dalla voce di Moira, che davvero è una grande donna, che amo molto e si dimostra molto sensibile e capace di scegliere il modo per aiutarmi quando ho difficoltà.
Non mi auguro certo di ricambiare, spero sia sempre il fiore che è e non ne abbia bisogno, ma sarò pronto quando servirà.
Non finisce quì, perchè il mio compagno di degenza, nuovo amico, vicino di stanza, Stefano, incuriosito, ha preso su, per passare il tempo, la prima delle 4 tranches stampate e neanche due ore dopo, ha voluto la seconda e così via.
E' stato un grandissimo onore e una gran soddisfazione, quando, finito la lettura, mi ha detto:
trova un editore, continua a scrivere e fai solo quello, perchè quello che ho letto, una volta finito, sarà uno spettacolo; ti lega al personaggio e sembra di essere nel racconto.
Fosse finita quì...Il passaparola ha raggiunto le infermiere che hanno voluto indirizzo internet, dove leggerselo in compagnia e chiesto una copia anche di DiVerso...InVerso, da scambiarsi.
Che posso dire?! La vita, a volte, presenta difficoltà ma anche varianti di estrema, piacevole soddisfazione
di ArGo » oggi, 15:37 sul forum runnerspercaso.it
La prendo sul ridere, perchè quel giorno, a parte la spavalderia iniziale, passata appena varcata la porta della sala operatoria, ho riso poco e ricordo pochissimo.
Una cosa la ricordo però. Mi ero portato appresso tutto il racconto stampato, per correggere, durante la degenza. Premesso che io non lo ho fatto, perchè fisicamente e mentalmente, proprio non riuscivo a stare concentrato, la cosa che rammento è che, mia moglie Moira, ha preso il racconto e per tutto il pomeriggio, dopo l'operazione leggeva ad alta voce e sottolineava gli errori. Io, in uno "stupefacente" dormiveglia, seguivo sbadatamente. Eppure , mi sono reso conto, che la storia aiuta a stare tranquilli, conciliando il riposo mentale. Insomma, quel pomeriggio, che doveva essere di sofferenza è stato lenito, da quello che ora posso dire essere un bel racconto, profondo ed intenso, come anche dalla voce di Moira, che davvero è una grande donna, che amo molto e si dimostra molto sensibile e capace di scegliere il modo per aiutarmi quando ho difficoltà.
Non mi auguro certo di ricambiare, spero sia sempre il fiore che è e non ne abbia bisogno, ma sarò pronto quando servirà.
Non finisce quì, perchè il mio compagno di degenza, nuovo amico, vicino di stanza, Stefano, incuriosito, ha preso su, per passare il tempo, la prima delle 4 tranches stampate e neanche due ore dopo, ha voluto la seconda e così via.
E' stato un grandissimo onore e una gran soddisfazione, quando, finito la lettura, mi ha detto:
trova un editore, continua a scrivere e fai solo quello, perchè quello che ho letto, una volta finito, sarà uno spettacolo; ti lega al personaggio e sembra di essere nel racconto.
Fosse finita quì...Il passaparola ha raggiunto le infermiere che hanno voluto indirizzo internet, dove leggerselo in compagnia e chiesto una copia anche di DiVerso...InVerso, da scambiarsi.
Che posso dire?! La vita, a volte, presenta difficoltà ma anche varianti di estrema, piacevole soddisfazione
giovedì 11 marzo 2010
Da lunedì sarò assente anche dai forum, oltre che dal blog, ma spero per poco e di tornare più in forma...
Mi scuso se non sono andato avanti molto con il racconto, ma il periodo, oltre ad essere poco produttivo a livello di idee, è anche pregno di impegno verso il lavoro. Infatti, ormai si sa, io non sono un giornalista o un commentatore di professione, almeno per ora. Sono un operaio specializzato nella produzione di micro utensili utilizzati nell'occhialeria, all'interno di una piccola azienda, tanto piccola , quanto leader del settore, di contraltare.
La mia assenzadal lavoro è programmata per l'intervento al naso, per eliminare la poliposi , raddrizzare il setto e ridarmi la possibilità di respirare non più soltanto attraverso la bocca ( da tempo oramai la mia condizione è questa). Sarò operato lunedì e vi confesso un certo timore per l'anestesia totale e per le eventuali, benchè ritenute rare, complicazioni eventuali. Insomma, non sono propriamente un cuor di leone, ma non ho altra scelta e quindi mi sottopongo alla chirurgia, all' otorino di Feltre.
Da qualche giorno passo circa 10/11 ore in fabbrica, per cercare di lasciare tutto in ordine e fare più ordinativi possibili. Arriverò probabilmente molto stanco a lunedì, ma è anche un modo per concentrare i miei pensieri su altro.
Sabato mattina alle sette sarò in azienda per cercare di sfruttare anche la mattinata semi festiva, poi il pomeriggio farò una capatina all'expo di TrevisoMarathon, anche per scusarmi personalmente per le assenze forzate ai due eventi del circuito "Aspettando", che sarebbe stato il mio trampolino di lancio...lasciato quindi a metà...
All'expo ci vado per tradizione, tutti gli anni, un pò per salutare i molti che conosco ed un pò per "scroccare" cibarìe nei vari stands delle gare nelle quali sarò commentatore. Quest'anno dovrebbero esserci ancora la PREALPIMARATHON e l'ECOMARATONA DEI CIMBRI . Poi, si sa, le occasioni vanno ricercate ed il posto è ideale...
Domenica srò avedere la gara, probabilmente sul Ponte della Priula (km23), dove lo scorso anno presi ettolitri d'acqua, sotto il divuvio, per il gusto di ascoltare il maestro speaker "Aldo Masi".
Insomma lo avete capito, sto programmando mille cose, per non pensare a quella che più mi spaventa.
Quindi , almeno sino a giovedì, durata media del ricovero, non sarò con voi. Pensatemi un poco, se vi va e ci risentiremo poi...
Ciao raga
Mi scuso se non sono andato avanti molto con il racconto, ma il periodo, oltre ad essere poco produttivo a livello di idee, è anche pregno di impegno verso il lavoro. Infatti, ormai si sa, io non sono un giornalista o un commentatore di professione, almeno per ora. Sono un operaio specializzato nella produzione di micro utensili utilizzati nell'occhialeria, all'interno di una piccola azienda, tanto piccola , quanto leader del settore, di contraltare.
La mia assenzadal lavoro è programmata per l'intervento al naso, per eliminare la poliposi , raddrizzare il setto e ridarmi la possibilità di respirare non più soltanto attraverso la bocca ( da tempo oramai la mia condizione è questa). Sarò operato lunedì e vi confesso un certo timore per l'anestesia totale e per le eventuali, benchè ritenute rare, complicazioni eventuali. Insomma, non sono propriamente un cuor di leone, ma non ho altra scelta e quindi mi sottopongo alla chirurgia, all' otorino di Feltre.
Da qualche giorno passo circa 10/11 ore in fabbrica, per cercare di lasciare tutto in ordine e fare più ordinativi possibili. Arriverò probabilmente molto stanco a lunedì, ma è anche un modo per concentrare i miei pensieri su altro.
Sabato mattina alle sette sarò in azienda per cercare di sfruttare anche la mattinata semi festiva, poi il pomeriggio farò una capatina all'expo di TrevisoMarathon, anche per scusarmi personalmente per le assenze forzate ai due eventi del circuito "Aspettando", che sarebbe stato il mio trampolino di lancio...lasciato quindi a metà...
All'expo ci vado per tradizione, tutti gli anni, un pò per salutare i molti che conosco ed un pò per "scroccare" cibarìe nei vari stands delle gare nelle quali sarò commentatore. Quest'anno dovrebbero esserci ancora la PREALPIMARATHON e l'ECOMARATONA DEI CIMBRI . Poi, si sa, le occasioni vanno ricercate ed il posto è ideale...
Domenica srò avedere la gara, probabilmente sul Ponte della Priula (km23), dove lo scorso anno presi ettolitri d'acqua, sotto il divuvio, per il gusto di ascoltare il maestro speaker "Aldo Masi".
Insomma lo avete capito, sto programmando mille cose, per non pensare a quella che più mi spaventa.
Quindi , almeno sino a giovedì, durata media del ricovero, non sarò con voi. Pensatemi un poco, se vi va e ci risentiremo poi...
Ciao raga
giovedì 25 febbraio 2010
ARRIVEDERCI A PRESTO AMATO MICROFONO, AMATA GENTE CHE MI ASCOLTA...
Lo speaker è fuori dai giochi...Questione di naso! Per un pò non ci sarò...
Eh, già, dopo la maratonina Vittoria Alata, come scritto nel racconto della giornata , sono tornato a casa con la febbre a 39.
Terza settimana in due mesi che mi ammalo, per causa della poliposi nasale, che ostruendomi le narici mi costringe a respirare solo con la bocca. Inspirando aria fredda insorgono problemi di laringite e ovviamente mi blocco al livello paranasale e questo fa salire anche la temperatura, dato che è come una infezione, oramai cronica.
Dovevo andare dal primario lunedì, per l'operazione, ma con la febbre alta non ci son potuto andare.
Ieri il medico mi ha imposto di non presentare più finchè non abbia risolto chirurgicamente il problema.
In pratica saltano tutti gli impegni presi da quì alla maratona di Treviso. Immaginate un pò come mi senta. Nel momento in cui sto emergendo...Domenica non sarò quindi alla BellunoFeltreRun e stasera avrei dovuto presentarne la serata di gala.
Ma ora il mio pensiero va al lavoro in fabbrica. La mia assenza, ormai ripetuta e cronica, mette in difficoltà i colleghi e la dirigenza, perchè la mia assenza pone disagi, in un momento in cui, fortunatamente, il lavoro è tanto. E' in queste giornate che uno come me si chiede, se sia opportuno parlare di crisi o dei fatti ad essa connessi, quando io, avendo la fortuna di poter lavorare, mi trovo ad essere elemento che "tira indietro".
Lo speaker non è il mio mestiere, magari potesse diventarlo, ma fintanto che il mio lavoro è un'altro vorrei poter onorarlo come si deve. Così faccio davvero una gran fatica a non "arrovellarmi" di pensieri tutto il santo giorno e per di più, oltre al malessere fisico ho anche il pensiero dell'intervento e dei tempi di attesa.
A qualcuno sembrerà sciocco lamentarsi e farsi problemi per una questione che pare così di routine.
LETTERA APERTA ALLA VITA:
Io non sono così. Non riesco ad essere una persona che non pensa alle cose. Qualcuno crede che io abbia forse poca voglia di lavorare e a questi non rispondo, poichè la sensibilità è una dote che non è comune e la comprensione viene spesso dopo l'interesse e le ovvietà di pensiero. Io lo so come mi sento e non è semplice accettare di sentirmi di peso, così come mi sento, quando penso ai miei doveri che non posso assolvere.
Alcuni invece diranno che in fondo fare lo speaker non è che una passione e cosa vuoi che sia...Vero, ma se hai programmato alcune cose, magari importanti e te le vede sfuggire di mano, come un treno che passa e chissà se si rifermerà, quella passione, che per gli altri pare una normalità non essenziale, per me, diviene motivo di rabbia.
Chi conosce la mia storia personale ed ha sentimenti adatti a comprenderla, mi può capire quando mi chiedo, <...cosa mai avrò fatto!>.
Pochi conoscono gli eventi della vita che mi hanno forgiato, molti mi dicono: <...molti come te si sono persi per strada>. Già, non mi sono perso, ho creduto in me per quel pò che ho potuto ed ho assolto più ai miei doveri che ai miei interessi e piaceri. Ho la fortuna di avere una moglie unica ed una figlia che non avrei mai immaginato così "incredibile". Questo mi dà morale e vitalità, scopi per vivere una normalità attuale.
Però, si è fatto tempo che io chieda di riscuotere i crediti che vanto, rispetto ad una esistenza sempre in salita.
Ne ho viste molte, troppe avrei voluto non vederne...Ora vorrei pensare un poco a me, a quel che valgo e in cosa emergo.
Grato a tutti coloro che mi han datop le opportunità di vivere, sopravvivere e lavorare, ma la mia strada deve prima o poi farsi in discesa...
Sono stufo, anzi, arcistufo di sentirmi osservato poichè spesso in malattia a causa di problematiche varie. Sono ormai al culmine della pazienza verso quelle opportunità, che quando sento oramai tra le mani, svaniscono o si posticipanto.
Se avessi la vita davanti a me, figurata come uomo, avrei voglia di darle un pugno dritto tra le gengive, perchè...Santo Iddio ne ho abbastanza di essere preso per i fondellidal fato avverso...Porco di un cane, adesso davvero può bastare. Voglio la rivincità...Penso proprio di meritarmela.
PS: A tutti coloro che troveranno questa "lettera alla vita", come la mia solita esagerazione, chiedo di leggere bene, più volte...e se non capiscono, meglio che lascino perdere. Può essere normale...oppure un poco preoccupante.
Eh, già, dopo la maratonina Vittoria Alata, come scritto nel racconto della giornata , sono tornato a casa con la febbre a 39.
Terza settimana in due mesi che mi ammalo, per causa della poliposi nasale, che ostruendomi le narici mi costringe a respirare solo con la bocca. Inspirando aria fredda insorgono problemi di laringite e ovviamente mi blocco al livello paranasale e questo fa salire anche la temperatura, dato che è come una infezione, oramai cronica.
Dovevo andare dal primario lunedì, per l'operazione, ma con la febbre alta non ci son potuto andare.
Ieri il medico mi ha imposto di non presentare più finchè non abbia risolto chirurgicamente il problema.
In pratica saltano tutti gli impegni presi da quì alla maratona di Treviso. Immaginate un pò come mi senta. Nel momento in cui sto emergendo...Domenica non sarò quindi alla BellunoFeltreRun e stasera avrei dovuto presentarne la serata di gala.
Ma ora il mio pensiero va al lavoro in fabbrica. La mia assenza, ormai ripetuta e cronica, mette in difficoltà i colleghi e la dirigenza, perchè la mia assenza pone disagi, in un momento in cui, fortunatamente, il lavoro è tanto. E' in queste giornate che uno come me si chiede, se sia opportuno parlare di crisi o dei fatti ad essa connessi, quando io, avendo la fortuna di poter lavorare, mi trovo ad essere elemento che "tira indietro".
Lo speaker non è il mio mestiere, magari potesse diventarlo, ma fintanto che il mio lavoro è un'altro vorrei poter onorarlo come si deve. Così faccio davvero una gran fatica a non "arrovellarmi" di pensieri tutto il santo giorno e per di più, oltre al malessere fisico ho anche il pensiero dell'intervento e dei tempi di attesa.
A qualcuno sembrerà sciocco lamentarsi e farsi problemi per una questione che pare così di routine.
LETTERA APERTA ALLA VITA:
Io non sono così. Non riesco ad essere una persona che non pensa alle cose. Qualcuno crede che io abbia forse poca voglia di lavorare e a questi non rispondo, poichè la sensibilità è una dote che non è comune e la comprensione viene spesso dopo l'interesse e le ovvietà di pensiero. Io lo so come mi sento e non è semplice accettare di sentirmi di peso, così come mi sento, quando penso ai miei doveri che non posso assolvere.
Alcuni invece diranno che in fondo fare lo speaker non è che una passione e cosa vuoi che sia...Vero, ma se hai programmato alcune cose, magari importanti e te le vede sfuggire di mano, come un treno che passa e chissà se si rifermerà, quella passione, che per gli altri pare una normalità non essenziale, per me, diviene motivo di rabbia.
Chi conosce la mia storia personale ed ha sentimenti adatti a comprenderla, mi può capire quando mi chiedo, <...cosa mai avrò fatto!>.
Pochi conoscono gli eventi della vita che mi hanno forgiato, molti mi dicono: <...molti come te si sono persi per strada>. Già, non mi sono perso, ho creduto in me per quel pò che ho potuto ed ho assolto più ai miei doveri che ai miei interessi e piaceri. Ho la fortuna di avere una moglie unica ed una figlia che non avrei mai immaginato così "incredibile". Questo mi dà morale e vitalità, scopi per vivere una normalità attuale.
Però, si è fatto tempo che io chieda di riscuotere i crediti che vanto, rispetto ad una esistenza sempre in salita.
Ne ho viste molte, troppe avrei voluto non vederne...Ora vorrei pensare un poco a me, a quel che valgo e in cosa emergo.
Grato a tutti coloro che mi han datop le opportunità di vivere, sopravvivere e lavorare, ma la mia strada deve prima o poi farsi in discesa...
Sono stufo, anzi, arcistufo di sentirmi osservato poichè spesso in malattia a causa di problematiche varie. Sono ormai al culmine della pazienza verso quelle opportunità, che quando sento oramai tra le mani, svaniscono o si posticipanto.
Se avessi la vita davanti a me, figurata come uomo, avrei voglia di darle un pugno dritto tra le gengive, perchè...Santo Iddio ne ho abbastanza di essere preso per i fondellidal fato avverso...Porco di un cane, adesso davvero può bastare. Voglio la rivincità...Penso proprio di meritarmela.
PS: A tutti coloro che troveranno questa "lettera alla vita", come la mia solita esagerazione, chiedo di leggere bene, più volte...e se non capiscono, meglio che lascino perdere. Può essere normale...oppure un poco preoccupante.

COMUNICATO STAMPA
BELLUNO-FELTRE, LA CORSA DELLE EMOZIONI
30 km per campioni e semplici appassionati: appuntamento al 28 febbraio
Belluno, 25 febbraio 2010 – Una festa del territorio, ma anche una corsa attesa da campioni e semplici appassionati che domenica 28 febbraio faranno passerella sulle strade bellunesi per una delle manifestazioni podistiche più prestigiose d’inizio 2010.
La 3a Belluno-Feltre – presentata ieri sera al ristorante “Al Moro” di Mel - è questo, e altro ancora. I campioni innanzitutto. Un poker d’atleti da cui, con ogni probabilità, usciranno i successori di Ruggero Pertile e Ornella Ferrara, trionfatori nel 2009. I loro nomi? I due tricolori in carica di maratona, Migidio Bourifa e Laura Giordano. E poi l’idolo di casa, Said Boudalia, l’italo-marocchino di Vas protagonista in tantissime gare su strada, e Vincenza Sicari, un’altra atleta di primo piano nel panorama azzurro (ha partecipato, nella maratona, anche all’Olimpiade di Pechino).
Da podio pure Filippo Lo Piccolo e Franco Plesnikar, atleti di buon livello sui 42 km, tanto da essere giunti rispettivamente sesto e ottavo nella Treviso Marathon tricolore del 2009. Insieme a Bourifa, Boudalia (presente pure alla conferenza stampa di ieri, insieme agli azzurri Gabriele De Nard e Federica Dal Ri), Giordano e Sicari, saranno l’avanguardia di un plotone di almeno un migliaio di atleti (le iscrizioni per la prova agonistica rimarranno aperte sino a stasera, giovedì 25 febbraio), di livello amatoriale, che domenica confermeranno il successo, anche popolare, della Belluno-Feltre.
Si troveranno a sfilare su un percorso inedito per la parte iniziale e quella finale. Il via alle 10 dal Ponte della Vittoria, a Belluno, mentre il ritrovo degli atleti rimarrà in Piazza dei Martiri. La corsa si svilupperà in gran parte lungo la Strada Provinciale n. 1 completamente chiusa al traffico, attraversando anche i territori comunali di Limana, Trichiana, Mel, Lentiai e Cesiomaggiore. Arrivo nel cuore di Feltre, in via Campogiorgio. A segnare idealmente la rotta degli atleti, il corso del fiume Piave. Sullo sfondo, le Dolomiti.
Altre novità del 2010, l’inserimento di una prova a carattere non competitivo, sulla distanza dei 30 km, con iscrizioni possibili sino all’immediata vigilia della partenza, e l’apertura della corsa agli atleti diversamente abili. Due motivi di richiamo in più per una manifestazione che, di anno in anno, allarga progressivamente i propri orizzonti.
Valida come quarta e ultima prova del circuito Aspettando Treviso Marathon, la 3a Belluno-Feltre è organizzata dal Gs La Piave 2000, in collaborazione con Maratona di Treviso Scrl, il Comitato Prealpi Marathon, l’Athletic Club Belluno, il Comitato Provinciale Fidal e il Csi di Belluno. Ma l’evento, come già nelle precedenti edizioni, sarà caratterizzato dall’ampio e festoso coinvolgimento del mondo dell’associazionismo locale (oltre 500 i volontari impegnati al fianco del comitato organizzatore).
La 3a Belluno-Feltre sarà anche coincidente con il 2° Trofeo Lafuma, prima tappa del Nordic Walking in Tour, che riparte per la seconda stagione dopo il grande successo dell’edizione 2009. Partenza alle 10 da Cesana di Lentiai e tracciato, molto panoramico, che si svilupperà sui sentieri del monte Telva per concludersi anch’esso nel cuore di Feltre. Parte del ricavato della 3a Belluno-Feltre e del 2° Trofeo Lafuma sarà devoluto all’”Associazione Sofia” per i bambini trapiantati di fegato e con malattie epatiche e intestinali. Di corsa o camminando, sarà comunque una grande domenica.
3a BELLUNO-FELTRE
Ufficio Stampa
Mauro Ferraro
lunedì 22 febbraio 2010
9^ Maratonina della Vittoria Alata



Il magiaro Zsolt Koszar "rovescia" i valori teorici ed il Kenya esce sconfitto dall'Ungheria, sulle strada della Vittoria Alata .Kipkurgat e Kiprotich Rugut controllano...troppo!
Laura Giordano cala un poker di vittorie consecutive che parla da solo, davanti alla classe di Ida Kovacs...
Io scrivo stamane da casa, perchè ieri sera, di ritorno da Vittorio Veneto, mi è salita la febbre a 39.
Quindi oggi riposo , sperando che mi scenda in fretta.
La cronaca personale, mi vede partire alle 7 e 10 da casa. Giornata limpida, le colline del prosecco mi trasportano dolcemente verso la città della Vittoria Alata.
Arrivo puntuale, armato di tutto quanto serva, ma poi un black out alla linea elettrica fa saltare l'impianto, in una autentica fumata grigia. Gli addetti si fanno in quattro per ripristinare il tutto, con l'Esercito presente con mezzi e tende, a piazzare subito un grosso generatore. Mancano ormai solo 15 minuti al via quando posso iniziare a parlare. Presento i big ad un pubblico folto. Pronti via, i circa 1000 iscritti iniziano la loro corsa ed io il mio commento. La gente mi ascolta...Buon segno...Decido così di alternare le note tecniche, con un divagare che sappia di genuino, che invogli a rimanere davanti alla zona calda della corsa. Il viale vede transitare al primo giro i due keniani, che superano il 10° km in poco più di 31 minuti, con la coppia ungherese là dietro, ad una cinquantina di metri. La Giordano, al primo giro, corre con una sicurezza disarmante, la Kovacs potrà ben poco, mentre come previsto, la bagarre per il terzo posto femminile è apertissima, con ancora in corsa, a metà gara, la Lopes Conceicao, la Mariotti, la Santamaria e le due bellunesi Moro e Lorenzi, con Clara Veronesi ad inserirsi a sorpresa.
Siamo oramai in diruttura d'arrivo, allungo il collo e lo sguardo dello speaker, che deve vederci tecnicamente lungo. Ai 300 metri, Kipkurgat e Kiprotich sono appaiati, con un Koszar, che li ha ripresi oltre il 16° km, a cui viene sbarrata la strada.
Sembra un epilogo scritto, ma Zsolt, giovane dalla faccia pulita, estrae dal cilindro una virata a sinistra, verso le transenne. Trova il varco e passa avanti. I keniani, presi di soprpresa, si guardano, ma solo Juilus Kipkurgat Too, reagisce, mentre Mathew Kiprotich Rugut accusa il colpo, più psicologicamente che fisicamente, ormai forse convinto di giocarsela solo col connazionale. Io urlo, non posso tifare, ma quella sagoma longilinea, di un bianco chiarissimo, davanti all'africano di turno,
non può che gasarmi al massimo. A venti metri i due sono lanciatissimi in un duello mozzafiato, non in forma retorica, ma in pratica, poichè le mie grida strozzate, arrivano al limite dell'ultimo metro, ma riesco a dare a Koszar, forse quella carica, o almeno me ne illudo. Mi sento partecipe di una vittoria inattesa, quanto determinata e storica, giacchè la Vittoria Alata, torna in mani europee, dopo cinque anni, dal succeso del padovano Pertile.
Zsolt Koszar, classe '86, sfila di fronte ad una folla festante, mentre io faccio rivolgere a lui la dovuta standing ovation, senza scordarmi di attribuire il plauso a Julius e Mathew, venuti per vincere , che ora vedo laggiù, mestamente a fondo viale, dopo una cavalcata solitaria che sembrava decisiva ed ora solitari a consolarsi a vicenda. Il merito di aver imposto un ritmo alto alla gara, per poi cedere forse più all'eccesso di sicurezza, che a carenze tecniche nel fine gara. Ciò che è certo è che il vincitore è al settimo cielo, dopo aver vinto a Zagabria e Budapest le mezze internazionali in carniere. Di Laura Giordano potrei dire mille cose, dalla prestazione tatticamente perfetta, alla generosità e gentilezza, nel salire sul palco , ancora in body. Poche domande ma volevo fargliele, con risposte complete e frasi mai banali. Una signora altleta! Dietro di lei, una Ida Kovacs che di più non poteva, ma al traguardo è arrivata gioendo per il secondo posto, lei che ha corso anche la storica olimpiade ateniese. Tutti e tre gli atleti ungheresi, portavano la tuta della nazionale magiara. Che bello per uno speaker, respirare quest'aria di internazionalità speciale. Per il terzo posto, come avevo premesso anche i giorni scorsi, è stata vera lotta, con una Paola Mariotti, decisamente al settimo cielo, partita ed arrivata con ritmo regolare, via via sopravanzando, una ad una le altre pretendenti, dalla più quotata Sonia Lopes Conceicao, all'altra compagna di squadra Marta Santamaria, che io porto nei miei ricordi, per aver corso in squadra con me una 24 ore, alla media di 15.700km/h, qualche anno fa. Non scordo Carla Verones, che io non conoscevo, ma il cui quarto posto la dice lunga sulle qualità espresse. Poi le mie due conterranee. Splendida Sonia Lorenzi, addiruttura sesta e davanti alla nostra grande Manuela Moro.
Poi cos'altro? Ah sì, al pasta party, dove ho premiato le categorie fidal, sono arrivati a mangiare in compagnia degli amatori, tutti e tre gli ungheresi e la Giordano, segno che essere un top runner, non sempre è indice di privilegio e condividere il pasto post gara, è ancora una tradizione sentita a tutti i livelli.
Io? Contento! In salute ho pagato ancora una volta, ma credo di aver commentato il più bell'arrivo in carriera.
A fine premiazioni, un salto in pizzeria, invitato dagli amici del GS Mercuryus di Orsago(TV), un'allegra brigata in tinta arancio-nera, con i quali ho oramai un rapporto complice; io esalto le loro presenza e loro fanno quel sano "casino" che vivacizza il partèrre.
La Vittoria Alata 2010... c'è!
Io scrivo stamane da casa, perchè ieri sera, di ritorno da Vittorio Veneto, mi è salita la febbre a 39.
Quindi oggi riposo , sperando che mi scenda in fretta.
La cronaca personale, mi vede partire alle 7 e 10 da casa. Giornata limpida, le colline del prosecco mi trasportano dolcemente verso la città della Vittoria Alata.
Arrivo puntuale, armato di tutto quanto serva, ma poi un black out alla linea elettrica fa saltare l'impianto, in una autentica fumata grigia. Gli addetti si fanno in quattro per ripristinare il tutto, con l'Esercito presente con mezzi e tende, a piazzare subito un grosso generatore. Mancano ormai solo 15 minuti al via quando posso iniziare a parlare. Presento i big ad un pubblico folto. Pronti via, i circa 1000 iscritti iniziano la loro corsa ed io il mio commento. La gente mi ascolta...Buon segno...Decido così di alternare le note tecniche, con un divagare che sappia di genuino, che invogli a rimanere davanti alla zona calda della corsa. Il viale vede transitare al primo giro i due keniani, che superano il 10° km in poco più di 31 minuti, con la coppia ungherese là dietro, ad una cinquantina di metri. La Giordano, al primo giro, corre con una sicurezza disarmante, la Kovacs potrà ben poco, mentre come previsto, la bagarre per il terzo posto femminile è apertissima, con ancora in corsa, a metà gara, la Lopes Conceicao, la Mariotti, la Santamaria e le due bellunesi Moro e Lorenzi, con Clara Veronesi ad inserirsi a sorpresa.
Siamo oramai in diruttura d'arrivo, allungo il collo e lo sguardo dello speaker, che deve vederci tecnicamente lungo. Ai 300 metri, Kipkurgat e Kiprotich sono appaiati, con un Koszar, che li ha ripresi oltre il 16° km, a cui viene sbarrata la strada.
Sembra un epilogo scritto, ma Zsolt, giovane dalla faccia pulita, estrae dal cilindro una virata a sinistra, verso le transenne. Trova il varco e passa avanti. I keniani, presi di soprpresa, si guardano, ma solo Juilus Kipkurgat Too, reagisce, mentre Mathew Kiprotich Rugut accusa il colpo, più psicologicamente che fisicamente, ormai forse convinto di giocarsela solo col connazionale. Io urlo, non posso tifare, ma quella sagoma longilinea, di un bianco chiarissimo, davanti all'africano di turno,
non può che gasarmi al massimo. A venti metri i due sono lanciatissimi in un duello mozzafiato, non in forma retorica, ma in pratica, poichè le mie grida strozzate, arrivano al limite dell'ultimo metro, ma riesco a dare a Koszar, forse quella carica, o almeno me ne illudo. Mi sento partecipe di una vittoria inattesa, quanto determinata e storica, giacchè la Vittoria Alata, torna in mani europee, dopo cinque anni, dal succeso del padovano Pertile.
Zsolt Koszar, classe '86, sfila di fronte ad una folla festante, mentre io faccio rivolgere a lui la dovuta standing ovation, senza scordarmi di attribuire il plauso a Julius e Mathew, venuti per vincere , che ora vedo laggiù, mestamente a fondo viale, dopo una cavalcata solitaria che sembrava decisiva ed ora solitari a consolarsi a vicenda. Il merito di aver imposto un ritmo alto alla gara, per poi cedere forse più all'eccesso di sicurezza, che a carenze tecniche nel fine gara. Ciò che è certo è che il vincitore è al settimo cielo, dopo aver vinto a Zagabria e Budapest le mezze internazionali in carniere. Di Laura Giordano potrei dire mille cose, dalla prestazione tatticamente perfetta, alla generosità e gentilezza, nel salire sul palco , ancora in body. Poche domande ma volevo fargliele, con risposte complete e frasi mai banali. Una signora altleta! Dietro di lei, una Ida Kovacs che di più non poteva, ma al traguardo è arrivata gioendo per il secondo posto, lei che ha corso anche la storica olimpiade ateniese. Tutti e tre gli atleti ungheresi, portavano la tuta della nazionale magiara. Che bello per uno speaker, respirare quest'aria di internazionalità speciale. Per il terzo posto, come avevo premesso anche i giorni scorsi, è stata vera lotta, con una Paola Mariotti, decisamente al settimo cielo, partita ed arrivata con ritmo regolare, via via sopravanzando, una ad una le altre pretendenti, dalla più quotata Sonia Lopes Conceicao, all'altra compagna di squadra Marta Santamaria, che io porto nei miei ricordi, per aver corso in squadra con me una 24 ore, alla media di 15.700km/h, qualche anno fa. Non scordo Carla Verones, che io non conoscevo, ma il cui quarto posto la dice lunga sulle qualità espresse. Poi le mie due conterranee. Splendida Sonia Lorenzi, addiruttura sesta e davanti alla nostra grande Manuela Moro.
Poi cos'altro? Ah sì, al pasta party, dove ho premiato le categorie fidal, sono arrivati a mangiare in compagnia degli amatori, tutti e tre gli ungheresi e la Giordano, segno che essere un top runner, non sempre è indice di privilegio e condividere il pasto post gara, è ancora una tradizione sentita a tutti i livelli.
Io? Contento! In salute ho pagato ancora una volta, ma credo di aver commentato il più bell'arrivo in carriera.
A fine premiazioni, un salto in pizzeria, invitato dagli amici del GS Mercuryus di Orsago(TV), un'allegra brigata in tinta arancio-nera, con i quali ho oramai un rapporto complice; io esalto le loro presenza e loro fanno quel sano "casino" che vivacizza il partèrre.
La Vittoria Alata 2010... c'è!
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"Bacco maledetto". Il monologo
"Ciò che segue è qualcosa di breve, ma non troppo…di forte, quanto basta…di vero, questo sì. Dal palco la voce vi arrivi come la naturale conclusione di uno spettacolo, andato in scena e messo in musica,per raccontare un testo. Un tratto di vita vissuta un pezzo dell’Alex pensiero.Non sarò prolisso, voglio essere concreto. Questa serata è dedicata a Bacco, colui che per me è stato “Il maledetto”.Il significato c’è, non dubitate, non è finzione artistica.La realtà che mi ha attraversato la vita da capo a piedi ruota attorno ad un maledetto vizio. Badate, non son certo il tipo d’uomo che pontifica sapienza, non ne avrei le basi, non sono colui che insegna. Però, senza smentire il mio essere, non posso non raccontarvi qualcosa che è triste ed attuale e di per se non ha bisogno d’esser insegnato, si spiega da solo. Lo faccio perché non ho scritto per bearmi di me stesso ma tentando una via in più per rendermi utile. Bacco maledetto è il titolo ideale del pensiero che ho in mente questa sera. Io, orfano di due padri, traditi dallo stesso inganno, beffati da un nemico che si nasconde e vince la guerra di logoramento ai danni dell’essere umano. Penso a quei ragazzi, poco più che bambini, che sostano ore ed ore davanti a un bar. Passo e ripasso, passeggiando li studio. Sarebbe facile generalizzare,lo so bene che non tutti cadranno nel problema, ma qualcuno sì. Ho guardato l’alcolismo con gli occhi di un figlio, ne ho compreso gli effetti scrutandolo da uomo ed ora, quando il conto sembra chiuso e la partita persa, voglio continuare ad alzare lo sguardo e parlare. Parlarne…E’ importante! L’alcolismo è il tema che il titolo introduce con fare artistico.Capitemi! Salgo su questo palco per parlare ad una platea di quel che ho scritto.Per questo voglio spiegarmi bene. Non si compone un libro in versi se nella mente tutto fosse prosaico. Eccomi al dunque, tutto ciò che è scritto viene da dentro, è qualcosa di impresso con inchiostro indelebile nella mia storia di essere umano, condizionata da un vizio perfido,silente e malefico. Ma so bene che la mia è una storia comune, specie qui da noi. Chi di voi non conosce un alcolista? Chi non è al corrente di una storia di disagio famigliare dovuto a chi abusa dell’alcool? Se andassimo ad alzata di mano sarebbe una totalità di braccia conserte. In questi primi trent’anni io me ne sono voluto tenere distante. Ho fatto una scelta cui poche volte non ho mantenuto fede, Non bevo alcolici! Attenti, così è certamente troppo, ma vorrei che suonasse come un invito alla moderazioneper chi abusa e per chi distribuisce abuso.Attenti ragazzi!L’alcool può uccidere. Preso a piccole dosi è un piacevole compagno.È collante della compagnia.Occhio quindi,che il vostro volto non perda freschezza,che lo sguardo sia sempre lucido ed attento.In campanache la via della vita,se inondata d’alcool, può diventare scivolosa.In men che non si dica e senza dare tempo di reazione.Agli adulti che sanno ciò che fannovoglio dire soltanto di essere consapevoli,che la bevuta in compagnia e la sbronza sono cose ben diverse.Come diverse sono le reazioni connessealla troppa assunzione di questo elemento, tollerato e tollerabile fintanto che non assuma gli effetti di una qualsiasi droga.Io non parlo per sentito dire,ho visto e vissuto,penso di averne titolo.Dedico questa serata ai miei due papà,loro sanno se ho facoltà di parlare.Capiranno e spero saranno fieri,che a loro modo e senza forse capirlo hanno insegnato molto della vita a questo invisibile contemplatore."
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